Gioco d’azzardo. Il Governo è pronto a intervenire limitando la presenza delle slot machine nei bar e nelle tabaccherie d’Italia. La notizia, di per sé positiva, potrebbe però avere conseguenze nefaste per ciò che riguarda la sostenibilità dei conti. Il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta, spiega Gioconews, ha presentato lo scorso 19 novembre la proposta dell’esecutivo alla Conferenza Unificata il progetto di riordino del gioco d’azzardo in Italia. Il cammino è lungo e non privo d’insidie. Tutto dipenderà dalla volontà del legislatore e dalla sostenibilità finanziaria del progetto.
GIOCO D’AZZARDO, UN MERCATO CHE IN ITALIA VALE 8,7 MILIARDI DI EURO L’ANNO
Partiamo da una premessa. L’Italia è il quarto Paese al mondo per spesa pro capite dei suoi cittadini per quanto riguarda il gioco d’azzardo. I dati sono stati diffusi dal Wall Street Journal che ha analizzato a fondo il complesso legame tra slot machine ed economia in Italia. L’obiettivo del piano presentato dal sottosegretario Baretta prevede di ridurre di un terzo le 400.000 macchinette di videolottery presenti in Italia entro il 31 dicembre 2017. Secondo le valutazioni del Wall Street Journal ogni italiano spende all’anno in media 1500 euro alle macchinette nella speranza d’inseguire una vincita più o meno importante. Il governo nel suo no al videolottery deve trovare un modo per rientrare dei soldi persi. Solo i videopoker valgono circa 4,5 miliardi di euro l’anno per il nostro Paese su un totale di proventi dal gioco d’azzardo di 8,7 miliardi di euro.
GIOCO D’AZZARDO, IL GOVERNO VUOLE IL TAGLIO DELLE SLOT MACHINE
Il Governo sembra pronto a normare maggiormente il gioco d’azzardo nel Paese “tenendo conto delle accresciute esigenze sociali”. Ciò significa che dopo aver scelto di allargare le maglie del gioco legale per combattere la criminalità, ora è giunto il momento di mettere la marcia indietro. Nella Legge di Stabilità 2016 si è deciso per la riduzione del 30 per cento delle macchinette da videolottery esistenti in Italia riducendo le macchine disponibili. Si è pensato di istituire 10.000 sale e 5.000 corner per le scommesse con una conseguente concentrazione dei punti vendita. Ora serve trovare un accordo tra l’esecutivo e gli enti locali per rendere operativi i provvedimenti anti gioco d’azzardo a tutela dei consumatori.
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IN ITALIA PRESENTI 398.000 SLOT MACHINE
Lo scopo del Governo è quindi quello di accorpare le sale. Addio alle slot machine installate negli “esercizi generalisti secondari” come alberghi, negozi, edicole, ristoranti, stabilimenti balneari. Inoltre si punta all’eliminazione progressiva del videolottery da bar e tabaccherie. A oggi le macchinette sono presenti in 90.000 punti vendita così divisi: 8.000 esercizi generalisti secondari, 69.000 bar e tabaccherie, 5.000 sale giochi, 3.000 tra VLT e sale bingo. Le macchinette esistenti in Italia a oggi sono 398.000 mila. Queste verranno ridotte fino a 265.000 macchine. Verranno tolti dal mercato 133 mila dispositivi: 114.000 videolottery da bar e tabaccherie e 19.000 apparecchi presenti in esercizi secondari.
GIOCO D’AZZARDO, LE CRITICHE DEL SETTORE AL PROVVEDIMENTO
Inevitabilmente la proposta dell’esecutivo ha scontentato, e non poco, gli attori del settore. Il presidente del Sapar Raffaele Curcio ha definito la soluzione “una proposta ingannevole. Complica il problema sia per i giocatori sia per il settore. Serve una riforma organica che prenda tutta l’offerta di gioco italiana“. La questione viene affrontata “in modo molto approssimativo durante la legge di Stabilita, quindi è arrivato il momento di fermarsi, non si può modificare il settore a colpi di piccone. Bisogna aprire un tavolo di confronto serio dove il Governo ascolti tutta la filiera e sia disponibile ad avere un confronto equilibrato“. Secondo Curcio la soluzione non è quella di chiudere il gioco in locali dedicati anche perché questi già ora non sono considerabili sicuri. Piuttosto, conclude il presidente del Sapar, è meglio tornare al “contingentamento che porterebbe a una riduzione del 30 percento degli apparecchi ma mantenendo le location“.
Ora toccherà al governo realizzare una proposta concreta e fattibile. Tutto dipenderà dalla discussione in Parlamento. Staremo a vedere. (Photocredit copertina CC BY-SA 3.0, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=12368830)



