L’Isis ha messo al bando le maglie di calcio di alcune tra le squadre più famose del mondo: Milan, Barcellona, Real Madrid. Inoltre gli esponenti dello Stato Islamico hanno vietato ai cittadini di indossare capi che rimandino a squadre sportive americane, francesi, inglesi, tedesche e che siano state prodotte da Nike o Adidas. Nel volantino distribuito nella provincia irachena di Al-Furat appare anche una maglia nerazzurra ma non si capisce di quale squadra sia.
ISIS: I DIVIETI NELLA REGIONE IRACHENA DI AL-FURAT
L’Isis ha quindi deciso di mettere al bando la maglia del Milan ma non l’Italia nel suo complesso. Tempi bui quindi per i tifosi iracheni del Diavolo. Va molto meglio, ad esempio, ai tifosi della Juventus a patto però che non indossino una divisa griffata Nike. Il dubbio, come detto, resta invece per i tifosi dell’Inter. Nel volantino-anatema appare una maglietta nerazzurra ma non si capisce a chi appartenga. O meglio. Nerazzurro con il numero 19: chissà magari all’Isis stava antipatico German Denis ai tempi dell’Atalanta.
LA PENA? 80 FRUSTATE
A parte gli scherzi, l’Isis ha deciso di colpire quelli che sono i simboli più evidenti della cultura sportiva europea nella regione di Al-Furat. Per coloro che decidono o quantomeno provano a rompere il vincolo l’Isis prevede una pena di 80 frustate. Ovviamente tale condanna viene inflitta solo a uomini o bambini in quanto le donne non possono indossare altro che il niqab. Si tratta quindi di un altro giro di vite, all’apparenza innocuo, il cui obiettivo è quello di colpire ogni immagine europea nella regione.
L’ISIS PER L’ITALIA PRENDE DI MIRA SOLO IL MILAN
Dal punto di vista italiano, in un periodo fatto di avvertimenti e di minacce vere o presunte da parte dell’Isis, colpisce in senso positivo vedere come l’Italia, Milan a parte, non sia colpita dall’anatema dello Stato Islamico. E se è vero che, come spiega the Bleach Report, in Iraq coloro che vengono scoperti giocare a calcio vengono frustati, basterebbe indossare una maglia del Genoa, della Sampdoria, della Lazio o del Napoli per non rischiare niente. Squadre italiane vestite da aziende italiane come Genoa, Lazio, Napoli o non Nike o Adidas come la Sampdoria. (Photocredit Jihad Threat Monitor – Twitter)



