Malta, l’incidente all’aereo francese avvenuto il 24 ottobre all’aeroporto Luqa imbarazza i governi di Valletta e Parigi. Con il passare delle ore cresce il mistero sui reali motivi della missione anche perché Malta continua a dare una versione non condivisa dalla Francia. Comincia a farsi strada il sospetto più grave. I cinque francesi morti nello schianto dell’aereo americano gestito dall’azienda lussemburghese CAE probabilmente erano diretti a Misurata, città libica controllata dai ribelli. Il loro obiettivo? Non si sa.
MALTA, INCIDENTE AEREO CON IMBARAZZO DEL GOVERNO
L’imbarazzo di Malta dopo l’incidente dell’aereo francese è palpabile. Joseph Muscat, primo ministro del Paese, ripreso dal Times of Malta, rispondendo ad una specifica interrogazione parlamentare proposta dall’opposizione circa la reale destinazione dell’aereo caduto e della missione condotta dalla Francia sul territorio maltese, ha preso tempo chiedendo che si aspetti la fine delle indagini condotte dagli esperti di aviazione. Il ministro degli Interni Carmelo Abela ha confermato come l’aereo non dovesse atterrare da nessuna parte e che si limitasse a un semplice pattugliamento del Mar Mediterraneo. Tuttavia nell’isola si moltiplicano le voci di una missione in Libia.
MALTA, LA MISSIONE DELL’AEREO SECONDO JOSEPH MUSCAT
A tal proposito è intervenuto anche Joseph Muscat che ha spiegato dal canto suo come la cosa sia frutto di un equivoco. Negli stessi minuti era diretto a Misurata un aereo della compagnia Medavia. Potrebbe quindi esserci stata della confusione. Confusione che sembra aver investito anche il governo di Malta che ha ribadito come l’aereo francese fosse parte di una missione doganale attiva da cinque mesi con l’obiettivo di documentare il traffico di droga o di esseri umani nel Mediterraneo. A chi ha obiettato che la dogana francese abbia smentito di aver perso propri uomini nell’incidente, Malta ha risposto: “non abbiamo mai detto per chi lavorassero gli uomini a bordo ma solo qual’era il proprio scopo”.
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MALTA-FRANCIA: LE VERSIONI: “AGENTI DOGANALI”; “NO, FUNZIONARI DELLA DIFESA”
Secondo Malta l’aereo caduto volava per conto della dogana francese ma a bordo non c’erano agenti doganali. Joseph Muscat ha aggiunto che il Paese coopera con la Francia per il pattugliamento del Mediterraneo e che la missione non coinvolge Frontex, l’agenzia europea di controllo delle frontiere nata per affrontare il problema dei migranti che attraversano il Mediterraneo. E, sopratutto, Malta ha comunicato di aver sempre lavorato nel rispetto della Costituzione. Perché questo appunto specifico? A cosa è dovuto? Se lo chiede anche Simon Busuttil, a capo dell’opposizione, che lamenta come il governo non abbia informato le parti politiche componenti il Parlamento di cosa sia accaduto.
MALTA AVALLA LO SPIONAGGIO DELLA LIBIA?
La Francia, ha riferito Busuttil, ha negato che fossero coinvolti agenti doganali mentre ha confermato, circostanza non ripresa da Muscat, che a bordo ci fossero tre funzionari del Ministero della Difesa, più precisamente del DGSE, Directorate-General for External Security. Quindi Malta dà una propria versione circa l’aereo caduto. La Francia ne dà un’altra. Doganieri contro funzionari del Ministero della Difesa. Muscat contro Valls. Simon Busuttil ha chiesto con chiarezza al governo se Malta ha autorizzato tale operazione. Sarà difficile avere chiarezza anche perché la Francia ha rifiutato di fornire informazioni circa gli obiettivi della missione e la destinazione dell’aereo caduto.
MALTA, L’AEREO DEI MISTERI: AMERICANO, GRIGIO, DIVERSO DAGLI ALTRI
Le Monde ha riferito che il velivolo era equipaggiato con materiale utile ad una missione di spionaggio e a Malta si chiedono perché l’aereo caduto con a bordo i cinque francesi, un Fairchild Metroliner, fosse diverso rispetto ai “classici” Falcon 50M usati dai funzionari francesi per azioni di sorveglianza e controllo in seno alla missione europea Sofia. Perché un aereo diverso, grigio, con una registrazione americana e gestito da un’azienda del Lussemburgo? Carmelo Abela è apparso in difficoltà nel tentativo di dare una risposta alle molte domande chiudendo a qualsiasi spiegazione: “Il ministero confermerà la versione dell’esecutivo”.
IL RISCHIO DI UN DETERIORAMENTO DEI RAPPORTI TRA MALTA E LIBIA. L’ITALIA? COINVOLTA A SUO MODO
Malta è la parte in causa che ha più da perdere nell’incidente aereo. Le difficoltà di Abela e la difesa di Muscat ne sono la prova. Se si dovesse scoprire che Valletta sostiene la Francia nella sua politica di spionaggio delle coste libiche i rapporti tra l’arcipelago e Tripoli si dissolverebbero. Allo stesso modo se Malta autorizza ponti aerei segreti tra Luqa e Misurata, “casa” dei ribelli, a livello ufficiale non ci sarebbe più alcun sostegno bilaterale con conseguenze drammatiche in politica estera. In fondo la Libia è uno stato sovrano. Ogni azione fuori dall’egida dell’Onu sarebbe ostile. Le conseguenze potrebbero riguardare anche l’Italia visto che un accordo militare impone a Roma di intervenire in caso di difesa di Malta.



