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Maradona

Maradona e la necessità di dare la propria opinione su tutto

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Maradona ne ha per tutti. Da sempre. Il Pibe de Oro da quando ha smesso di giocare a calcio è diventato un opinionista a tutto tondo. Qualsiasi sia l’argomento legato al calcio lui è lì. A dire la sua opinione. Spesso non richiesta. Ripresa dai giornali di tutto il mondo. Le sue parole, amplificate dalla stampa calcistica globale, creano polemiche e discussioni a non finire. “L’ha detto Maradona”. E allora?

MARADONA E SARRI

Bene o male, purché se ne parli. Poco ma sicuro. Certo però che Maradona di tanto in tanto farebbe meglio a non dire sempre la sua. Dopo la terza giornata del campionato di Serie A 2015/2016 a proposito di Maurizio Sarri, all’epoca passato dall’Empoli al Napoli, disse: “Non è il tecnico giusto per gli azzurri. Così si gioca per arrivare a metà classifica”. Quattro mesi dopo si rimangiò queste parole chiedendo scusa al tecnico. Fin qui nulla di male. Ma perché riprendere in pompa magna le parole di un ex campione a proposito di una squadra che dopo tre giornate aveva raccolto due punti in tre partite? Con tutto un campionato davanti le parole di Maradona, un nome tutelare a Napoli, avrebbero potuto sconvolgere in negativo l’ambiente.

MARADONA ICARDI E LE ALTRE POLEMICHE

Questa è solo una delle esternazioni del Pibe de Oro. Su Messi: “Gli manca la personalità per caricarsi addosso una squadra”, riferendosi al rapporto tra la Pulce e l’Argentina. Su Totti: “Può giocare fino a 50 anni”. E perché no, magari 60. Su Icardi: “Io dei traditori non parlo”, ottenendo in risposta dall’attaccante dell’Inter un plateale: “Non è un esempio per nessuno, quando parla fa brutta figura”. Su Higuain: “ha fatto le visite mediche per la Juventus in Spagna, queste cose non si fanno”. Su Ibrahimovic: “Oggi è tutto più facile, prendono i soldi e cambiano la maglia”. Sulla Lazio: “Se Bruno Giordano viene ad allenare qui, io gli faccio da secondo”. Con Simone Inzaghi terzo in classifica. Sull’Argentina, da lui allenata tra 2008 e 2010: “Mi piace Bauza, almeno non è manovrato”.

MARADONA JUVENTUS E LA DIATRIBA CON FERLAINO: “LA JUVENTUS MI VOLEVA” “NO, ERA IL MARSIGLIA”

Maradona ha una parola per tutto e per tutti. Anche parlando del proprio passato non lesina di sciorinare storie, versioni, ipotesi. A proposito della Juventus, disse di aver rifiutato un’offerta di Agnelli al Napoli da 100 miliardi di lire perché “non avrebbe potuto fare un affronto ai napoletani” ottenendo la risposta dell’allora Presidente Corrado Ferlaino che rettificò: “Maradona? A me l’offerta di Agnelli non è mai arrivata, l’unico fu Tapie del Marsiglia che mi propose un assegno in bianco […]  So, comunque, che la disciplina di Diego non piaceva a Boniperti, che caratterialmente non apprezzava l’argentino“.

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MARADONA NAPOLI E IL DOPING “APPOSTA”

Diego Maradona, lo stesso che, continua Sport Mediaset, disse a proposito di Napoli-Bari 1-0, la partita che si chiuse con la sua positività ad un controllo antidoping che gli valse due anni squalifica: “Sono risultato positivo per cocaina di proposito, l’ho fatto perché volevo andar via da Napoli“. Era il 10 gennaio 1996. Perché Diego Maradona è così. Stella in campo, stella alla ricerca di un ruolo fuori. Quanto costruito negli anni della carriera gli consente di avere un punto di vista privilegiato sulle cose e giustamente lo sfrutta. Esterna, parla, giudica, commenta. Sapendo di avere a disposizione una discreta cassa di risonanza. Tuttavia non si può fare sempre tutto da soli.

GIANNI BRERA: “MARADONA, UNA PRIMADONNA”

Gianni Brera parlò così di Maradona:

Il calcio è gioco collettivo per eccellenza: chi si illude di poter reggere solo soletto agli avversari tutti è un povero nesci, un megalomane, un solipsista insopportabile. Si capisce, Maradona è anche Primadonna: non è mai accaduto che un artista, quale che fosse il di lui o di lei sesso, non indulgesse anche alla fisime o comunque agli atteggiamenti tipici della primadonna.

E in fondo il Maestro aveva ragione. Perché solo la primadonna è costantemente al centro dell’attenzione e solo alle primedonne non si chiede conto dei propri atti. Tuttavia arriva anche per la primadonna il momento di abdicare o quantomeno di rendersi conto che il sipario si chiude e che non è necessario dare una propria opinione su tutto.

MARADONA, BAYER: “BASTA O LO FACCIAMO PRESIDENTE DELLA NAZIONE”

Osvaldo Bayer commentò così la sconfitta dell’Argentina guidata da Maradona contro la Germania ai quarti di Finale dei Mondiali 2010. Poco importa che la Selecciòn sia stata accolta da 20.000 persone festanti al suo ritorno dal Sudafrica. Le parole sono importanti e hanno il suo peso. Diego è stato un monumento come giocatore ma a un certo punto basta:

Si faccia a Maradona un monumento come miglior giocatore del nostro calcio, ma basta sfruttare la sua figura o che egli sfrutti questo suo merito per trasformarsi in un dinosauro da museo, una figura sempre presente […] Gli si faccia una gran festa e poi vada a scrivere le sue memorie […] Se continuiamo così, finirà che diventerà rettore della Facoltà di filosofia o presidente della Nazione»

Maradona, due minuti di silenzio almeno fino alla prossima polemica. Ci stai?

(Photocredit copertina By Dani Yako – Clarín newspaper, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=42749571)

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Maghdi Abo Abia. Questo è il suo nuovo esperimento editoriale dopo i cinque anni passati alla redazione di Giornalettismo. Ultimometro è un sito di sport, cultura, notizie dal mondo e dal web con uno sguardo alla notizia e non al click facile. Per contattarlo scrivete a Ultimometronews@gmail.com

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