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Giulio Regeni striscione tolto

Giulio Regeni, lo striscione alla fine è stato tolto. Con tanto di rissa

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Lo striscione per Giulio Regeni è stato tolto dal comune di Trieste, città in cui è nato il ricercatore morto al Cairo nei primi giorni del 2016. L’atto finale è arrivato a seguito di una serie di schermaglie politiche che non hanno fatto onore al ventottenne sulla cui morte è ancora in corso un’indagine complessa condotta da Italia e Egitto con tanto di rissa finale all’interno dell’aula consiliare della città alabardata.

GIULIO REGENI, LA STORIA DELLO STRISCIONE

Il telo è stato rimosso a seguito della polemica legata alla mozione del centrodestra presentata in Commissione nei giorni scorsi in cui si chiedeva una tempistica certa per l’affissione di messaggi all’esterno del municipio. Tale mozione è stata diffusa su Facebook da un consigliere del Movimento 5 Stelle scatenando la bagarre. Il documento approvato doveva approdare in Consiglio comunale ma il sindaco Roberto Dipiazza ha anticipato tutti ordinando la rimozione.

GIULIO REGENI E IL CONFRONTO CON LO STRISCIONE DEI MARÒ

Roberto Dipiazza a proposito della rimozione dello striscione per Giulio Regeni ha attaccato il Partito Democratico accusandolo di fare sciacallaggio politico trasformando il telo in un “simbolo per lavarsi la coscienza di fronte alla situazione di stallo in cui è piombata la diplomazia sul caso, ritengo opportuno non alimentare queste bassezze politiche”. Al di là delle polemiche politiche ricordiamo che il caso è scoppiato perché è approdata in Commissione una mozione in cui si chiedeva la rimozione di uno striscione affisso fin dallo scorso febbraio senza una tempistica certa. Inoltre nel documento firmato dai membri della coalizione di centrodestra si faceva riferimento alla durata nell’esposizione di un pannello dedicato ai Marò di “soli” tre mesi.

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LA BAGARRE A PARTIRE DA UN POST SU FACEBOOK

Paolo Menis, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Trieste e autore dello “spiffero” su Facebook in cui si parlava della mozione ha dato il via alle polemiche proprio attraverso la pubblicazione del documento. Il centrodestra ha accusato il Movimento di averla messa sul piano ideologico dopo che si era deciso di mettere la mozione “nel cassetto”. La situazione è precipitata in Consiglio comunale il 10 ottobre, giorno in cui si sarebbe dovuta discutere la mozione. Paolo Menis e Claudio Giacomelli, capogruppo di Fratelli d’Italia, si sono insultati sempre a proposito della diffusione del testo sui social.

LA RISSA IN AULA

Il pubblico presente in aula durante la discussione di due mozioni relative all’esposizione di striscioni sulla facciata del municipio ha dato vita a una manifestazione spontanea con slogan e insulti al momento della discussione sul documento presentato dalla maggioranza. Sono seguiti schiaffi, insulti e pugni. La situazione si è calmata solo dopo l’intervento di Digos e polizia municipale. Le Forze dell’Ordine hanno allontanato i manifestanti e la seduta è stata sospesa. Alla ripresa dei lavori Roberto Dipiazza ha confermato che lo striscione non verrà riposizionato all’esterno del Comune.

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Maghdi Abo Abia. Questo è il suo nuovo esperimento editoriale dopo i cinque anni passati alla redazione di Giornalettismo. Ultimometro è un sito di sport, cultura, notizie dal mondo e dal web con uno sguardo alla notizia e non al click facile. Per contattarlo scrivete a Ultimometronews@gmail.com

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