Matita copiativa, lo scandalo che mancava. La corsa al Referendum Elettorale 2016 si sta concludendo nel peggiore dei modi. Dopo una campagna elettorale velenosa in cui si è parlato di tutto fuorché del merito. La matita copiativa è diventato l’ultimo baluardo di un Paese che teme i complotti e che si dimostra spaventato e impaurito. Questa è una dura lezione di cui l’esecutivo, che sia quello di Matteo Renzi o di un tecnico, dovrà necessariamente tenere conto. Un Paese lacerato che ritiene di aver trovato il germe del totalitarismo in una matita copiativa.
LA MATITA COPIATIVA SI CANCELLA? NO. MERITO DELLA CHIMICA
Ma come funziona una matita copiativa? Semplice. Si tratta di una matita il cui tratto è cancellabile solo attraverso abrasione. A differenza di un lapis la cui mina è composta di sola grafite, questa ha aggiunti coloranti derivati dall’anilina e pigmenti solubili in acqua. In questo modo viene svelato ogni tentativo di cancellazione attraverso un solvente o con una gomma. Nel caso specifico di una scheda elettorale, si noterebbe l’abrasione sulla stessa. In ogni caso una cancellazione porta a un’evidente traccia di manomissione. Se provate a cancellare il segno della matita copiativa con una gomma la grafite si cancella e restano solo i pigmenti.
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MATITA COPIATIVA AI SEGGI ELETTORALI, LA DENUNCIA DI PELU’
Allora cosa sta accadendo? Che in diversi seggi in tutta Italia molti elettori lamentano di aver avuto a disposizione delle matite normali. Piero Pelù, frontman dei Litfiba, ha diffuso sui social network la fotografia di un verbale registrato nel suo seggio d’appartenenza in cui dichiara che la matita usata per votare non è copiativa. La prova? Ha fatto una croce su un foglio di carta bianco e ha provato a cancellarla. Risultato? Nessun segno. Non sta a noi dire se ha ragione o torto. Dal punto di vista giornalistico siamo obbligati a riferire i fatti per quelli che sono. Tuttavia è necessario sottolineare che al momento non esiste un brevetto che certifichi l’effettiva composizione della soluzione chimica unita alla grafite di una matita copiativa. Inoltre il caso non è unico. Già in altre due occasioni si sono avuti problemi con matite che sembravano difettose.
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MATITA COPIATIVA, I DUBBI NELLE ELEZIONI 2008 E 2009
Questo è accaduto nel corso delle Elezioni Politiche del 2008 e delle Elezioni Europee del 2009. A proposito di quest’ultima consultazione, il Ministero dell’Interno secondo Repubblica ha confermato che si sarebbero trattate di matite copiative. Alcuni elettori non sono però stati dello stesso avviso. In questo caso arrivarono segnalazioni da Cagliari e Sassari mentre nel 2008 i dubbi emersero a Genova e Milano 2. Da alcune indagini emerse che le matite di Genova furono prodotte nel 2005, quelle di Cagliari nel 1995 e quelle di Sassari nel 1981. Eppure tutte e tre, a quanto pare, non erano copiative. Annamaria Cancellieri, all’epoca prefetto di Genova, si definì convinta che erano tutte matite copiative.
EVITATE D’INVALIDARE IL VOSTRO VOTO
Quindi la questione legata al Referendum Costituzionale non è così scontata o campata per aria. Già in passato è avvenuto ciò che ha denunciato Piero Pelù. Rainews aggiunge che a Catania la Digos è intervenuta per cambiare ogni matita copiativa presente nei seggi cittadini. Altri problemi sono stati riscontrati a Salerno e Agrigento. Dalla città di Pirandello la Prefettura invita ad evitare inutili allarmismi. Per finire, vi ricordiamo che ogni manomissione su una scheda elettorale porta all’annullamento della stessa. E se anche la Corte Costituzionale con la sentenza 660/1987 ha detto che vale il voto espresso con una matita umettata, è meglio evitare di mettere in discussione il vostro voto.

