Gli Stati Uniti sono alle prese con un nuovo nemico invisibile e implacabile. Sono i batteri. Niente armi batteriologiche o pericoli dettati dal terrorismo internazionale. No. Gli aerei da guerra degli Stati Uniti, la cui età media è di 27 anni, sono preda, in senso letterale, di piccoli microrganismi affamati dei metalli con cui sono fatti i caccia. Senza una strategia autentica sarà impossibile avere la meglio. L’esercito lo sa e si preoccupa non poco.
STATI UNITI SCONFITTI DAI BATTERI, LA RESA
L’allarme, spiega Popular Mechanics, è stato lanciato da Deborah Lee James, segretario dell’Aviazione militare degli Stati Uniti che in occasione dell’annuale conferenza ha denunciato la corrosione da batteri come un’emergenza per l’esercito. In passato l’USAF si è preoccupata degli effetti negativi sui metalli dati dal caldo, dall’umidità, dall’acqua di mare ma nessuno aveva mai pensato ai batteri, ai piccoli invisibili a occhio nudo ma pericolosissimi per la sicurezza delle operazioni.
QUANTO COSTA COMBATTERE I BATTERI? 1,2 MILIARDI DI DOLLARI L’ANNO
I batteri proliferano nell’umidità e nelle tracce del passaggio umano. Non solo. I microrganismi affamati di metalli finiscono sui mezzi a causa dei carburanti ecologici usati dall’esercito. Sembra una barzelletta ma non è così. L’ecologia ha portato altri problemi agli Stati Uniti tanto da stimare un costo di 1,2 miliardi di dollari l’anno per prevenire la corrosione da batteri, una voce importante della spesa per la manutenzione complessiva quantificata in 6 miliardi di dollari l’anno.
USATE TECNICHE DI DECONTAMINAZIONE POST ATTACCO BATTERIOLOGICO
Gli Stati Uniti sono spaventati da batteri, muffe e funghi, considerati pericolosissimi per la sicurezza dei mezzi. Wendy Goodson, a capo del dipartimento di ricerca dedicato all’interno dell’USAF ha spiegato come si sia deciso di provare ad usare le tecniche di decontaminazione studiate in risposta ad attacchi batteriologici per provare a porre un freno a quella che è considerata un’emergenza: “i batteri possono mangiare le superfici dei mezzi colpendo aree che sono difficili da raggiungere per i meccanici e coloro che si occupano di manutenzione dei mezzi”.
“CUOCERE” L’AEREO PER EVITARE PROBLEMI
Un’altra soluzione è quella di “cuocere” gli aerei in un forno a 180 gradi per uccidere ogni agente patogeno. Il provvedimento è però temporaneo e non garantisce grandi risultati anche se sembra sia l’unico utile a combattere l’infestazione nelle aree interne senza dover smontare tutto il mezzo. Un ruolo importante per questa contaminazione di batteri potrebbe arrivare dai biocarburanti usati dall’esercito degli Stati Uniti. Basta un errore nel rifornimento o una qualità più scarsa di carburante per mettere in pericolo l’integrità dei materiali o dei serbatoi.
BATTERI, FUNGHE, MUFFE. ECCO I NEMICI IMBATTIBILI
Attualmente per prevenire eventuali danni i serbatoi dei caccia vengono lavati a ogni occasione. L’acqua però non può eliminare tracce di batteri, funghe o muffe che contamineranno il nuovo carburante appena verrà immesso nel serbatoio. Nuovi rivestimenti di origine vegetale, poi, possono dare nuova linfa oltre che altro cibo ai batteri che popolano gli aerei. La situazione è al limite del grottesco, tanto che gli Stati Uniti hanno raccomandato ai tecnici di usare guanti o di evitare sia di contaminare gli aerei sia di essere contaminati.
UNA VISIONE ROMANTICA DI RESISTENZA?
Gli Stati Uniti al momento sono sconfitti dai batteri, l’infinitamente piccolo che riesce a sopraffare l’infinitamente grande. Qualche romantico potrebbe leggerci anche una storia di resistenza passiva. (U.S. Air Force photo by Master Sgt. Andy Dunaway/Released/Wikipedia)


