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Antonio Conte

Antonio Conte al Chelsea è tornato ad essere sé stesso

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Antonio Conte non è mai stato un fenomeno della panchina. Anzi. Purtroppo per lui al Chelsea se ne stanno accorgendo con conseguenze che rischiano di essergli fatali. Roman Abrahmovic, proprietario dei blues, sembra averne abbastanza del tecnico di Lecce e starebbe pensando di sostituirlo. Colpa del non gioco, delle scelte sbagliate in panchina, dell’incapacità di far fruttare una rosa di oltre 50 giocatori.

ANTONIO CONTE E L’ILLUSIONE EURO 2016

Antonio Conte è andato al Chelsea dopo l’Europeo 2016 finito come doveva finire nonostante gli entusiasmi iniziali. La squadra ha resistito fino all’ultimo contro la Germania ma la danza di Zaza e la superbia di Pellé hanno potuto dopo che il campo era stato imbrogliato. Al di là dei valori dei singoli Antonio Conte aveva impostato una Nazionale molto fisica fatta di pressing, corsa, blocchi stile basket e un gioco molto elementare. Se non c’è giro lasciatela a Bonucci novello Beckebauer che la manda lui.

SENZA TENSIONE AGONISTICA LE SUE SQUADRE SI SCIOLGONO

Poteva bastare? No. Infatti non è bastato. Appena la motivazione tende a scemare la squadra si scioglie come neve al sole. La dimostrazione? Quella sconfitta con l’Eire risultata profetica. Se non c’è tensione agonistica le squadre di Antonio Conte si sciolgono. È successo nell’ordine al Siena, all’Atalanta, al Bari e alla Juventus. Antonio Conte sulla panchina della Vecchia Signora aveva pure provato a fare qualcosa di buono trovando tre scudetti consecutivi e il record di punti in Serie A, 102. Poi? Poco o nulla.

ANTONIO CONTE E LA CHAMPIONS: COLPA DEL MANICO O DELLA ROSA? CHIEDERE A MASSIMILIANO ALLEGRI

Gioco? Inesistente. Corsa? Anche troppa. Invenzioni dei singoli, onesti mestieranti spacciati per campioni in erba, poco spirito internazionale e sopratutto incapacità a gestire i cambi. Antonio Conte andò via dalla Juventus con la celebre frase: “non si può mangiare con 10 euro in un ristorante da 100 euro” riferendosi alla presunta inadeguatezza della rosa per lottare in Champions League. Al suo posto arrivò Massimiliano Allegri e per poco la Juventus quella Coppa non la vince davvero con una squadra uguale dopo aver trionfato in Campionato e Coppa Italia. Uniche differenze? Morata e Evra entranti, Peluso e Quagliarella uscenti.

 

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ROMAN ABRAHMOVIC FREME

Roman Abrahmovic queste cose le sapeva benissimo. Non a caso Antonio Conte non era la prima scelta del Chelsea. Tuttavia Guardiola se ne andò al Manchester City mentre Diego Simeone ha scelto di rimanere all’Atletico Madrid. Chi resta? Lui. Che parte anche bene con tre vittorie nelle prime tre giornate. Poi pareggia con lo Swansea e perde per 1-2 e 3-0 contro le dirette concorrenti, Liverpool e Arsenal, entrambe stelle di un calcio moderno e veloce fatto di rapidi fraseggi, di agilità, di lotta negli spazi. Una cosa totalmente diversa dal calcio ritenuto difensivista di Antonio Conte.

MANCANO GIOCATORI EPPURE IL CHELSEA HA 38 PRESTITI

Cavalli che corrono. Questo è il Chelsea. Dalle parti di Stamford Bridge non sono contenti. Anche perché Antonio Conte continua a chiedere giocatori per il mercato di gennaio con quel nome, Leonardo Bonucci, che già gira per i corridoi della società. I suoi dirigenti vorranno accontentarlo? Chissà. David Luiz è arrivato a poche ore dalla chiusura del mercato ed è tutto dire, un giocatore che ha sulla coscienza almeno 5 dei 7 gol segnati dalla Germania nella semifinale del 2014. In più il Chelsea ha 38 (trentotto) giocatori in prestito in giro per il mondo. E che se ne fa di tutta questa gente?

ANTONIO CONTE TORNA NORMALE

Niente. E infatti sono in prestito. Antonio Conte era chiamato a ricostruire la squadra dopo il ciclone Mourinho ma si sta dimostrando incapace di farlo. Cambi sbagliati. Morale al minimo. Prestazioni in fase calante. Un Chelsea che gioca come una provinciale di Serie A badando a non prenderle senza però proporre gioco. Il repertorio di Antonio Conte che in Inghlilterra, lontano dal clamore e dall’immagine costruita in Italia, sta tornando ad essere sé stesso. E questo non basterà a garantirgli la panchina del Chelsea ancora per molto.

 

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Maghdi Abo Abia. Questo è il suo nuovo esperimento editoriale dopo i cinque anni passati alla redazione di Giornalettismo. Ultimometro è un sito di sport, cultura, notizie dal mondo e dal web con uno sguardo alla notizia e non al click facile. Per contattarlo scrivete a Ultimometronews@gmail.com

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