Autofagia cellulare, una scoperta da Premio Nobel per la medicina per il suo autore, Yoshinori Ohsumi. Il biologo giapponese ha vinto il riconoscimento consegnatoli dal Karolinska Institutet di Stoccolma grazie al suo lavoro di analisi e studio dell’autofagia cellulare, un meccanismo biologico che consente al corpo di liberarsi delle sostanze di scarto riciclandole o eliminandole attraverso una vescicola chiamata lisosoma.
IL NOBEL A YOSHINORI OHSUMI
Per il proprio lavoro di definizione e studio dell’autofagia cellulare Yoshinori Ohsumi ha ricevuto la gloria del Premio Nobel oltre a un assegno di 933.000 dollari. Il biologo, professore presso il Tokyo Institute of Technology dal 2009, è riuscito negli anni ’90 a spiegare il funzionamento di eliminazione delle sostanze di scarto al’interno delle cellule con tanto di regolazione del turnover dei componenti del citoplasma. L’autofagia cellulare interviene sia nei processi di nascita e morte cellulare sia nella rimozione di agenti patogeni che possono causare tumori, infezioni e malattie neurodegenerative.
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AUTOFAGIA CELLULARE, IL MECCANISMO
Secondo il lavoro di Yoshinori Ohsumi l’autofagia cellulare contribuisce al mantenimento dell’equilibrio tra sintesi, degradazione e riciclo dei prodotti cellulari attivandosi in circostanze critiche o di stress. Per farlo le cellule isolano l’elemento da scartare dal resto chiudendolo in una doppia membrana chiamata autofagosoma. Questa si fonde con un lisosoma e il contenuto viene degradato e riciclato. Quando una cellula è carente di sostanze nutritive sacrifica alcuni suoi elementi per mantenere le funzioni essenziali. Si tratta quindi di una forma di sopravvivenza propria di ogni singola cellula.
IL RUOLO IN TUMORI E MALATTIE NEURODEGENERATIVE
L’autofagia cellulare, continua l’AIRC, è uno strumento che permette al corpo di proteggere sé stesso ripulendosi. Quando tale meccanismo si inceppa per cause non del tutto note alla scienza, il corpo può essere in grado di sviluppare malattie molto pericolose come il morbo di Parkinson o la miopatia di Bethlem. Purtroppo l’autofagia cellulare permette ai tumori di superare la chemioterapia con la cellula che si rigenera ripulendosi di quelle che ritiene essere sostanze tossiche.
AUTOFAGIA CELLULARE COME FUNZIONA
La scienza ha determinato come la molecola chiave per la regolazione metabolica delle cellule sia la proteina mTOR, il regolatore principale della produzione di proteine da parte di altre cellule. Quando una cellula è in buona salute e i nutrienti a disposizione abbondano la proteina mTOR blocca ogni attività di risparmio energetico attraverso la regolazione biochimica della proteina Ambra1. Se invece la cellula è sottoposta a stress il blocco viene rimosso, mTOR si spegne e Ambra1 parte con l’autofagia cellulare. Grazie agli studi di Yoshinori Ohsumi e alle equipe di tutto il mondo sarà possibile in futuro capire meglio il meccanismo dell’autofagia cellulare proponendo cure sempre nuove per la sconfitta del cancro o delle principali malattie neurodegenerative.
