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Il Ku Klux Klan festeggia Donald Trump a modo suo: con una marcia

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Il Ku Klux Klan festeggia l’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti d’America con una marcia in North Carolina per il 3 dicembre. Il North Carolina è uno degli “swing States”, ovvero gli Stati in bilico, andato al magnate newyorkese con il 51 per cento dei voti. Non è stato determinante per la sua vittoria come Florida o Pennsylvania ma certo ha avuto un discreto ruolo. Il gruppo supremazionista bianco ha deciso di festeggiare l’evento con una bella marcia. Speriamo senza torce infuocate.

DONALD TRUMP E LA “GIOIA” DEL KU KLUX KLAN

Il Ku Klux Klan ha annunciato l’evento sul suo sito internet esprimendo la propria soddisfazione per la scelta del popolo americano con un comunicato che ai più attenti potrebbe ricodare il discorso d’introduzione al museo Barbie in “Rat Race”. Queste sono le parole del gruppo supremazionista bianco scritte in prima persona: “Lasciatemi comunciare parlando delle falsità finite sui media relative al nostro esser un ‘odio’. Nulla è più lontano della realtà. Non odiamo nessuno ma solo quello che alcuni gruppi stanno facendo alla nostra razza e alla nostra nazione. Odiamo le droghe, l’omosessualità, l’aborto, la mescolanza di razze perché queste sono contro le leggi di Dio e stanno distruggendo le nazioni bianche”.

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E SE SAPESSERO CHE IL PRESIDENTE ELETTO STA CAMBIANDO REGISTRO?

Il Ku Klux Klan si è arrogato il merito di aver contribuito all’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Ora sarà importante vedere cosa accadrà e se gli esponenti del gruppo supremazionista bianco non saranno troppo delusi dallo scoprire che il Presidente eletto sta già modificando il suo programma anti immigrati. Dal sito della campagna è stato cancellato ogni riferimento all’espulsione dei musulmani dal Paese. Inoltre, continua Vox, Donald Trump ha già cambiato posizione circa la difesa della Corea del Nord e della Corea del Sud. Se in campagna elettorale raccontava di voler spingere quei Paesi a pagare le spese di difesa sostenute dagli Usa, ora si dichiara pronto a “continuare la cooperazione” fino alla fine. E se tali cambiamenti riguardassero anche la politica interna, come la prenderebbero gli “amici” del Ku Klux Klan?

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