Donald Trump mantiene le promesse sul lavoro. Poco ma sicuro. Il Presidente Eletto ha impedito che due aziende americane, Carrier e Ford, chiudessero gli impianti nel Paese per delocalizzare la produzione in Messico sfruttando il basso costo del lavoro. La notizia arriva dal Financial Times e mostra come il prossimo successore di Barack Obama sia pronto a dare seguito ad alcuni degli impegni presi in campagna elettorale. E chissà se questo cambio nel sistema produttivo possa non essere considerato benefico, o venefico, dal mondo economico e finanziario globale.
DONALD TRUMP IMPONE A CARRIER DI RESTARE NEGLI USA E NON DELOCALIZZARE IN MESSICO
Donald Trump è riuscito da Presidente eletto a convincere la società americana Carrier, specializzata nella produzione di impianti di climatizzazione, a salvare 1000 posti di lavoro in Indiana anziché delocalizzare in Messico. Trump in campagna elettorale aveva ripetutamente annunciato penalizzazioni per tutte le aziende che avessero scelto di abbandonare gli Stati Uniti verso Paesi terzi dal costo di produzione più basso rispetto agli Usa. Carrier, società della United Technologies, ha annunciato su Twitter il “salvataggio” della fabbrica e dei posti di lavoro grazie anche al lavoro del Vice Presidente eletto, Mike Pence, attualmente governatore dell’Indiana.
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DONALD TRUMP A INDIANAPOLIS IL PRIMO DICEMBRE “PER UN ANNUNCIO IMPORTANTE”
Donald Trump ha annunciato su Twitter che il prossimo primo dicembre sarà a Indianapolis per un annuncio importante relativo a Carrier, un annuncio che avrà benefici sui lavoratori. In un secondo tweet ha ringraziato la società per aver mantenuto la produzione negli Usa. La società dal canto suo si è limitata a definirsi felice per l’accordo raggiunto con i prossimi inquilini della Casa Bianca ma non ha aggiunto cosa ha ottenuto in cambio della mancata delocalizzazione. Il sospetto è relativo al ruolo fondamentale che ha l’esercito americano nel fatturato della United Technologies. Le forze armate Usa generano il 10 per cento dei ricavi della società. Potrebbe essere bastata una minaccia di revisione degli accordi commerciali per spegnere sul nascere qualsiasi desiderio di spostare la produzione in Messico.
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IL RISCHIO DI UNA RIDUZIONE DELLE COMMESSE MILITARI E DI UNA TASSA SULLA PRODUZIONE IN MESSICO
United Technologies annunciò nei giorni scorsi la decisione di cancellare 2.100 posti di lavoro in Indiana. 1.400 di questi erano relativi all’impianto di produzione che sarebbe stato spostato in Messico. Il salvataggio di 1.000 impieghi dimostra come la presidenza si sia impegnata per conservare almeno il 50 per cento dei posti di lavoro. Un male necessario, forse, per Carrier visto che Donald Trump ha minacciato una tassa al 35 per cento del valore delle merci prodotte da Carrier in Messico e importate negli Stati Uniti.
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E DOPO FORD DONALD TRUMP MANTIENE NEGLI USA ANCHE CARRIER
La permanenza di Carrier negli Stati Uniti rappresenta il secondo successo di Donald Trump in materia. Nei giorni scorsi Ford è stata costretta a rivedere i suoi piani di produzione in Messico dopo una serie di violenti attacchi da parte del Presidente eletto già durante la campagna elettorale. L’azienda automobilistica, accusata di aver delocalizzato in Messico la produzione di una nuova vettura di piccole dimensioni, ha deciso di spostare negli Usa la linea di fabbricazione di un Suv allo scopo di non perdere posti di lavoro nel Paese. Make America Great Again. Le premesse ci sono tutte.

