Gianluigi Donnarumma andrà alla Juventus alla scadenza del suo accordo con il Milan, nel 2018. Incidentalmente, sarà quello l’anno dell’addio di Gianluigi Buffon, quando ormai il capitano della Nazionale avrà 40 anni. Giuseppe Marotta è stato chiaro: “Negli ultimi 20 anni il portiere della Nazionale è sempre stato juventino”. Allo stesso tempo ha gettato acqua sul fuoco per calmare i bollenti spiriti degli squali del mercato, Mino Raiola su tutti: ” Donnarumma? Noi non ci pensiamo neanche. Noi vogliamo sempre avere dei portieri forti. Oggi abbiamo e ci teniamo molto stretto Buffon […] Poi ci guarderemo attorno e valuteremo con chi sostituirlo […] le ambizioni della Juventus sono quelle di trovare un degno erede“. Il trasferimento è fatto, quindi? No. Per niente. Anzi.
DONNARUMMA MINORENNE SENZA PROCURATORE CON UN ACCORDO IN SCADENZA NEL 2018
Gianluigi Donnarumma è nato nel 1999. Nel 2018 avrà quindi 19 anni. Al momento è ancora minorenne. Non può quindi avere un procuratore, come confermato da Transfermarkt. L’accordo tra il giocatore e il Milan scade nel 2018 e molto dipenderà dai futuri rapporti con la cordata cinese pronta ad acquistare il club, l’affare sembra vicino, con chi rappresenta il giocatore. Mino Raiola è uno spettatore interessato ma fino al 25 febbraio 2017, giorno in cui il portiere del Milan compirà 18 anni, non potrà curare ufficialmente gli interessi del numero 99. E a giudicare dai rapporti che ha la Juventus con i procuratori, è difficile immaginare un affare come lo intende l’agente re del mercato.
LEGGI ANCHE: San Marino insegna a Thomas Muller che il calcio è business. A ogni livello
MINO RAIOLA PARAGONA DONNARUMMA A UN MODIGLIANI. LA JUVENTUS NON CI CASCA, NON PARTECIPA AD ASTE
Gianluigi Donnarumma è come un Modigliani, vale 170 milioni di euro. Disse così Mino Raiola, protagonista assoluto del passaggio di Paul Pogba dalla Juventus al Manchester United per 105 milioni di euro. Un trasferimento, quello del francese, che ha reso felici i bianconeri e meno gli inglesi che si sono ricordati per quale motivo Sir Alex Ferguson aveva mandato via il numero 6. Un centrocampista capace solo a fare l’interno, pieno di numeri ma impreciso sia nel tiro sia nel controllo, mai in grado di fare la differenza specie nel ruolo di mezz’ala e difficilmente in grado di saltare l’uomo. La Juventus non soffre la sua assenza, patendo maggiormente quella di Claudio Marchisio. Questo per Mino Raiola è un campanello d’allarme.
LEGGI ANCHE: Grecia, sospeso il campionato di calcio a tempo indeterminato
LA JUVENTUS HA SEMPRE PORTIERI DELLA NAZIONALE: VI SIETE DIMENTICATI DI MATTIA PERIN?
La palla passa quindi a Gianluigi Donnarumma. Sarà determinante il clima che si creerà intorno al giocatore al momento dei 18 anni. In caso contrario la Juventus potrebbe trovare il sostituto di Gianluigi Buffon in Mattia Perin, attuale portiere del Genoa. Nato nel 1992, al momento del ritiro di Gianluigi Buffon avrà 26 anni, un’età sicuramente più adatta al grande calcio. La palestra rossoblù ha già dato la possibilità all’ex Pescara di capire e sopportare la pressione di una piazza genuina e passionale. Il suo valore di mercato attuale è di 17,5 milioni di euro con un contratto in scadenza al 30 giugno 2019. I suoi interessi sono curati dalla Roggi Sportmanagement che avrà certo molto interesse al trasferimento del suo portiere nonché giocatore di punta alla corte della Juventus. Inoltre la maglia bianconera vuol dire Nazionale quasi garantita.
LEGGI ANCHE: Arbitro ucciso in campo con un pugno alla gola. Caccia al killer
BUFFON, L’INFORTUNIO ALLA MANO NEL 2000 E IL CAMBIO GENERAZIONALE
Per quanto riguarda poi il discorso Nazionale, quando Gianluigi Buffon lasciò il Parma per approdare alla Juventus, era il 2001. L’Italia aveva già dato il via a un nuovo ciclo nel 1998 dopo l’eliminazione ai quarti di finale di Francia 1998. Il portiere titolare di quella spedizione fu Francesco Toldo. Il ruolo di secondo toccò a Gianluca Pagliuca. Il terzo fu appunto Buffon che sarebbe diventato titolare nel 2000 se non si fosse infortunato lasciando spazio, ancora, a Francesco Toldo, l’eroe dell’europeo. Nel 2018 si chiuderà un nuovo ciclo con il Mondiale che, presumibilmente, vedrà come protagonisti Buffon, Donnarumma e Perin. Quindi attenzione perché la Juventus potrebbe montare un caso mediatico per trovare poi un accordo con Enrico Preziosi, un attore molto più malleabile e affidabile.
LEGGI ANCHE: Malta vuole più stranieri nel calcio dell’arcipelago: “Poca qualità”
DONNARUMMA ALLA JUVENTUS? DIPENDE DAL MILAN. SE IL CLUB TORNA GRANDE, NO. ALTRIMENTI…
In tutto questo c’è un convitato di pietra. Il Milan. La società rossonera fa la parte della provinciale che deve cedere il suo gioiello alla superpotenza del calcio italiano. Una fine ingloriosa per una società incapace di trovare la sua strada dopo la notte di Atene in quel lontano 2007. L’addio di Adriano Galliani che esce dalla porta e rientra dalla finestra come Presidente della Lega Serie A rappresenta solo una fase statistica. I nuovi proprietari cinesi rappresentati dall’amministratore delegato Marco Fassone approdato al Milan dopo aver passato le scrivanie di Napoli, Juventus e Inter sono un’incognita, per tutti. Tutto dipenderà dai rossoneri.
LEGGI ANCHE: Gigi Buffon, perché in Serie A si scansano davanti alla Juventus?
NIENTE ASTA E NIENTE POLEMICHE. TUTTO VERRÀ DECISO NEL 2018
Se la rifondazione non dovesse avere luogo e il Milan dovesse viaggiare lontano dalla zona Champions League, Donnarumma alla Juventus sarebbe solo una questione di tempo. Se invece la società dovesse trovare una strada luminosa con tanto di rinforzo contrattuale allora l’attore diventerà un altro. Giuseppe Marotta non ne vuole sapere né di aprire un’asta né di dare materiale ai giornali. La scelta appare chiara. Se il Milan risorge Donnarumma resta dov’è e a Torino arriva Perin. Atrimenti il ragazzo di Castellammare di Stabia dovrà cercarsi una casa a Torino.
