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George Soros Donald Trump

George Soros pronto alla guerra contro Donald Trump

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George Soros contro Donald Trump. Inizia la guerra. Il miliardario di origine ungherese ha preso davvero male la sconfitta di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali Usa 2016. Dopo aver visto alcune associazioni da lui finanziate pronte a manifestare in piazza contro l’elezione del tycoon di New York ora è pronto ad agire in prima persona attraverso la Democracy Alliance, un’associazione che racchiude i finanziatori del Partito Democratico. Il gruppo, che comprende anche personalità come Nancy Pelosi, Elizabeth Warren oltre a influencer e personalità, si è riunito per una tre giorni a porte chiuse in quel di Chicago in cui si è stabilito il cammino da intraprendere contro Donald Trump. La crociata, manco a dirlo, è partita da George Soros.

GEORGE SOROS, DONALD TRUMP E IL RUOLO DELLA DEMOCRACY ALLIANCE

La Democracy Alliance ha un nome che ricorda da vicino quelle associazioni per la giustizia tanto famose nei cartoni animati negli anni ’70. Il loro scopo però non sembra quello di portare la pace nel mondo. Tutt’altro. Politico riferisce che l’associazione si è impegnata a fondo per influenzare le elezioni di Midterm nel 2014 e le Presidenziali 2016. Inoltre parla della sua capacità di determinare la linea politica del Partito Democratico scegliendo tra il populismo di Hillary Clinton e una visione più centrista, quella di Elizabeth Warren. La Democracy Alliance nel suo statuto prevede di combattere l’ineguaglianza sociale, il cambiamento climatico, la diffusione delle droghe, di promuovere i diritti dell’aborto e di lottare contro la pena di morte. Al prezzo di 30.000 dollari l’anno per la sola iscrizione a cui vanno aggiunti 200.000 “verdoni” l’anno da garantire per attività dell’associazione.

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GEORGE SOROS, DONALD TRUMP E I FINANZIAMENTI AL PARTITO DEMOCRATICO

L’associazione, che include anche George Soros, ha finanziato il Partito Democratico con 500 milioni di dollari distribuiti dal 2005 al 2016. Tra i destinatari di questo denaro ci sono “Media Matters”, il “Center for American Progress” e la “Catalist”, società guidate da alleati della famiglia Clinton. Probabilmente i capi di queste ed altre associazioni sono destinati a saltare dopo il cataclisma elettorale che ha visto vincitore Donald Trump. In fondo la strategia deve cambiare. Come? Secondo il Corriere del Ticino l’intenzione della Democracy Alliance è quella di combattere Donald Trump e il suo programma definito “un attacco terrificante all’operato del presidente Obama e alla nostra visione di un Paese più giusto”.

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IL MANIFESTANTE PAGATO DA “WOMEN ARE THE FUTURE” CHE DOVEVA CONTESTARE TRUMP E APPREZZARE SANDERS

Gala LaMarche, presidente dell’associazione, ha fatto autocritica per un risultato al di sotto di ogni più rosea aspettativa: “Non si perde un’elezione che si doveva vincere e con così tanto in gioco senza commettere errori pesanti nella strategia e nella tattica”. L’errore è però stato fatto. E ora George Soros va alla riscossa. Con le manifestazioni che hanno attraversato gli Stati Uniti a poche ore dalla vittoria di Donald Trump. Ed è emerso che queste manifestazioni come quelle precedenti sono state pagate da qualcuno. Un uomo di 37 anni intervistato dalla ABC ha confermato di aver ricevuto 3.500 dollari per manifestare contro Donald Trump durante il comizio di Fountain Hills, Arizona, nel marzo 2016: “Ho risposto a un annuncio su Craiglist -ha spiegato l’uomo- ho fatto un colloquio e mi hanno ingaggiato. Penso che coloro che mi hanno intervistato siano sostenitori di Hillary Clinton. L’ultimo assegno era emesso dalla ‘Women are the future’ e mi hanno detto che se qualcuno mi avesse mai chiesto il perché di queste proteste io avrei dovuto rispondere esaltando Bernie Sanders“.

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L’ANNUNCIO SU CRAIGLIST: “1500 DOLLARI A SETTIMANA, MEGLIO DONNE MINORI E MINORANZE”

Bizpacreview ha diffuso un annuncio comparso su Craiglist che parla di 1.500 dollari a settimana per 77 ore a settimana a cui vanno aggiunti i rimborsi per il carburante. La Fox è meno diretta ma si chiede quanto siano “sincere” le manifestazioni anti Donald Trump portando ad esempio un annuncio comparso sempre su Craiglist in cui si parla di un compenso compreso tra 15 e 20 dollari l’ora per manifestanti residenti nella zona di Seattle. George Soros Donald Trump

Da notare che il messaggio reciti chiaramente come siano richiesti donne, studenti e esponenti di minoranze come ad esempio ispanici. Un altro dettaglio da non sottovalutare è legato a chi ha proposto l’annuncio. Si tratta di Washington CAN!, acronimo di Washington Community Action Network, un’associazione che fa parte di una federazione inclusa nella sigla USAction che include 501 diversi gruppi d’azione. Il Presidente è William McNary mentre il suo vice è Heather Booth. La storia della USAction cambia nel 1993 quando si trasformò sotto la presidenza Clinton da soggetto apartitico a soggetto sostenitore del Partito Democratico. Tra i principali finanziatori dell’associazione, secondo Dc Leaks, c’è George Soros con una donazione di 300.000 dollari per due anni, 2010 e 2011.

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PER IL WASHINGTON POST SONO BUFALE

Il Washington Post risponde per le rime a coloro che pensano come le manifestazioni anti Donald Trump siano pagate da associazioni finanziate da George Soros cercando di smontare le accuse come se fossero una bufala citando anche personaggi conosciuti per il loro modo di manipolare l’informazione. Tuttavia Linkiesta ricorda come oltre a USAction le manifestazioni siano organizzate anche da MoveOn, una piattaforma che si propone di “portare gente comune nella politica” e che chiede come sia l’elezione popolare lo strumento necessario in futuro per eleggere il Presidente degli Stati Uniti. E per finire ci sono le manifestazioni sfociate in episodi di violenza come a Portland, le manifestazioni così simili a quelle viste in Ucraina, Siria, Georgia, Tunisia, dove migliaia di persone si sono mosse per protestare contro il governo. Egitto no perché vennero liquidate con una sparatoria ad altezza uomo da parte dell’esercito. Ma quella è un’altra storia.

GEORGE SOROS FINANZIATORE DI BUONA PARTE DELLA STAMPA USA, TRA CUI IL WASHINGTON POST, LA ABC, LA NBC, IL NEW YORK TIMES E LA SCUOLA DI GIORNALISMO DELLA COLUMBIA

Piccolo appunto finale. George Soros finanzia una serie di giornali in tutti gli Stati Uniti: Abc, Nbc, New York Times e…Washington Post. Non solo. Soros ha dato denaro, tanto, a diversi progetti giornalistici: “News Frontier Database”, “ProPublica”, “Center for Public Integrity”, “Center for Investigative Reporting”, “New Orleans’ The Lens”, “The Columbia School of Journalism”. Inoltre il miliardario di origine ungherese paga per inchieste e reportage di questi giornali. Non solo. Ha finanziato il “The National Federation of Community Broadcasters”, il “The National Association of Hispanic Journalists” e il “Committee to Protect Journalists”. E per finire George Soros ha finanziato anche l’ “Organization of News Ombudsmen”, l’organizzazione di coloro chiamati a rispondere ai reclami dei lettori. Finanziato dalla “Open Society Institute”, una fondazione di Soros, il gruppo tra i suoi iscritti ha: Deirdre Edgar, readers’ representative del Los Angeles Times; Brent Jones, standards editor di USA Today; Kelly McBride, ombudsman per ESPN; Patrick Pexton, ombudsman del Washington Post.

Tutto questo perché Donald Trump ha vinto le Elezioni Usa 2016.

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