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Hector Cuper, un’altra finale persa per l’Hombre Vertical

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Hector Cuper, un’altra finale persa. L’Hombre Vertical ha perso la Coppa d’Africa 2017 all’ultima partita. Il suo Egitto è stato sconfitto dal Camerun per 2-1. Il gol decisivo è stato segnato al minuto 87. E per Cuper, per l’ennesima volta, è arrivata l’amarezza più grande. Quella di dover dire addio, ancora, a un titolo. Per la sesta volta. Un’amarezza senza fine per l’allenatore argentino che sperava alla guida dell’Egitto di ritrovare un successo che manca da 18 anni.

HECTOR CUPER, LE FINALI VINTE

Hector Cuper e le finali vinte. Un rapporto che sembra sconosciuto ma che in realtà c’è stato, quello tra l’Hombre Vertical e la vittoria. Il tecnico argentino ha conquistato due Supercoppe di Spagna rispettivamente con Mallorca e Valencia nel 1998 e nel 1999. Questi successi hanno seguito la vittoria della Coppa Comnebol, l’attuale Copa Sudamericana, equivalente dell’Europa League, con gli argentini del Lanus nel 1996. All’epoca Hector Cuper era un giovane tecnico con grandi ambizioni. Il suo calcio, concreto e quadrato, era espressione di un carattere inscalfibile. L’Hombre Vertical, l’uomo verticale, per il suo essere tutto d’un pezzo, conquistò l’ambiente del calcio con la sua competenza e la sua serietà.

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HECTOR CUPER, LE FINALI PERSE

La prima esperienza da allenatore di Hector Cuper coincide con la sua prima finale persa. Il tecnico argentino, alla guida dell’Huracán, perse all’ultima partita il campionato di Clausura argentino del 1994. Sarebbe bastato un pareggio. Invece la sconfitta con l’Independiente fu fatale a tecnico e squadra. Dopo la sconfitta lasciò il club per accasarsi al Lanús conquistando la Coppa Conmebol. Il successo lo portò in Europa, al Mallorca, che lo strappò alla concorrenza e lo spinse a firmare il suo primo contratto spagnolo. Era il 1997 e Cuper ripagò la fiducia del club portandolo a giocarsi la Copa del Rey. E questa fu la sua seconda finale persa. Il Barcellona vinse ai rigori. Grazie a questo risultato ed alla contemporanea qualificazione dei blaugrana alla Champions League, Hector Cuper debuttò in una competizione Uefa, la Coppa delle Coppe.

CUPER E LA COPPA DELLE COPPE PERSA CONTRO LA LAZIO

Il suo Mallorca era bello, concreto, quadrato, pochi fronzoli e tanta testa. Arrivò in fondo alla competizione in maniera semplice. Ma non bastò. Hector Cuper perse la sua terza finale, questa volta per mano della Lazio. Risultato? 2-1. Una beffa doppia perché fu l’ultima edizione della Coppa delle Coppe. Fu una grande delusione, mitigata dal successo in Supercoppa di Spagna avvenuto sempre contro il Barcellona. Fu la seconda finale vinta da Hector Cuper in carriera. Era il 1998. Nel 1999 abbandonò la squadra che lo portò al vertice del campionato spagnolo per cogliere la scommessa Valencia. Con i bianconeri conquistò la sua seconda Supercoppa di Spagna. Era il 1999. Fu la terza finale vinta da Hector Cuper. L’ultima. Il futuro per lui sarebbe stato drammatico.

CUPER E LA CHAMPIONS LEAGUE PERSA IN FINALE DUE VOLTE

Hector Cuper perse in finale alla guida del Valencia due Champions League. Nel 2000 venne battuto dal Real Madrid 3-0. Nel 2001 fu invece il Bayern Monaco a trionfare ai calci di rigore. Un dramma sportivo che lo portò ad allontanarsi dalla spagna per accettare la corte dell’Inter. Massimo Moratti aveva visto in lui l’uomo giusto per riportare i nerazzurri in vetta all’Europa. Le suggestioni erano tante. Un mago argentino della panchina che tornava dopo Helenio Herrera, appunto Hector Cuper, e la presenza della famiglia Moratti alla guida della Beneamata. Invece accadde l’impensabile. Il 5 maggio 2002. L’Inter in casa della Lazio si gioca lo scudetto. L’Olimpico è tutto per i nerazzurri, uniti da uno storico gemellaggio con i biancocelesti. Finì 4-2. I protagonisti furono Karel Poborsky e Vradislav Gresko. Il primo segnò una doppietta determinate, il secondo con un errore sul 2-2 divenne il capro espiatorio di un successo mancato all’ultimo.

CUPER, IL CINQUE MAGGIO, L’INFERNO E IL RITORNO: FINALE PERSA CON L’EGITTO

La beffa delle beffe per Hector Cuper fu l’essere stato sorpassato in pochi minuti dalla Juventus Campione d’Italia, vittoriosa a Udine, e dalla Roma trionfante contro il Torino. Da quel colpo Cuper di fatto si riprenderà solo dopo 10 anni quando, nel 2011, riuscì a portare l’Aris Salonicco in finale di Coppa di Grecia. Fu la sesta finale persa. Trionfò il Panathinaikos. In mezzo ci furono i fallimenti con Mallorca, Betis Siviglia, Parma, Georgia oltre a una brutta storia di presunti coinvolgimenti nel calcioscommesse e di una presunta vicinanza al crimine organizzato. Dopo aver mancato un altro titolo con l’Aris Salonicco ha guidato Orduspor e Al-Wasl prima di approdare alla panchina dell’Egitto. I Faraoni sono la squadra più titolata d’Africa con 7 titoli continentali vinti su 7 finali. Contro il Camerun Hector Cuper ha perso l’ottava finale della carriera, questa volta contro il Cameron.

PERCHÉ HECTOR CUPER PERDE LE FINALI?

Ma perché Hector Cuper perde le finali che disputa da allenatore? La risposta risiede forse in un articolo scritto nel 2002 da Lodovico Maradei per la Gazzetta dello Sport. Era il giorno successivo alla disfatta con la Lazio. La sua spiegazione tecnica appare decisamente convincente. In fondo potrebbe essere una questione di testa. L’Hombre Vertical non è mai stato capace di far capire ai suoi che bisogna vincere sul campo e non negli spogliatoi.

Inter vittima dei suoi errori, tra i quali, gigantesco, quello di aver creduto che la partita decisiva era vinta prima di giocarla […] L’ illusione che questa gara dell’ Olimpico fosse alla sua portata non poggiava su basi tecniche, ma sulla convinzione, risultata poi terribilmente errata, che Nesta e compagni si sarebbero mostrati arrendevoli, in linea con il loro pubblico […] Ha sbagliato anche Cuper all’ Olimpico partendo subito con una formazione altamente offensiva e a rischio se la partita, come è avvenuto, fosse stata «vera». Due punte come Ronaldo e Vieri corredate ai lati da Conceiçao e Recoba, il che inevitabilmente portava i due centrocampisti ad agire molto alti. […] C’era una zona libera davanti a Materazzi e compagni nella quale Fiore e Stankovic hanno fatto sfracelli

Peccato, Hombre Vertical.

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Maghdi Abo Abia ci riprova su Ultimometro. Si tratta del suo esperimento nato a seguito della conclusione del suo lavoro all'interno di Giornalettismo. Punta alla qualità, non al click. Sogna nel Seo. Un dilettante che si diletta.

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