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Nepszabadsag, il giornale ungherese chiuso per ordine del Governo

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Nepszabadsag. Una parola impronunciabile in italiano, una delle poche voci rimaste all’opposizione in Ungheria. Questo è il nome del quotidiano più avverso al governo della destra populista di Viktor Orban e chiuso improvvisamente sabato 8 ottobre. I giornalisti arrivati in redazione hanno trovato la porta sbarrata. Contestualmente il sito è stato disattivato. Unica notizia? La vendita prossima del giornale a un imprenditore vicino a Viktor Orban. Finisce così la storia di una delle poche voci “contro” in Ungheria.

NEPSZABADSAG, UFFICIALMENTE CHIUSO PER DEBITI

Nepszabadsag è stato chiuso, ufficialmente, per via delle sue condizioni finanziarie precarie. Nato nel 1956 è tutt’oggi il principale quotidiano di Ungheria. Nonostante il primato negli ultimi 10 anni la sua tiratura è crollata del 74 per cento con una perdita stimata in circa cinque miliardi di fiorini, pari a 16,4 miliardi di euro. Il giornale, edito dalla società Mediaworks, è stato sempre critico con il Primo Ministro. L’ultima sua battaglia riguardava il referendum anti-migranti di inizio ottobre. Dichiaratosi apertamente contro il Premier, rappresentava l’ultima voce dell’opposizione.

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LA REDAZIONE SI MOBILITA

András Murányi, direttore di Nepszabadsag, si è dichiarato convinto che l’improvvisa decisione da parte di Mediaworks, società di proprietà di un magnate austriaco, di chiudere il quotidiano non ha a che fare con la crisi: “L’unica cosa che sia negoziabile con la proprietà e con il managment dopo quello che è successo è la vendita di Nepszabadsag”. La Bbc riprende la posizione del quotidiano pro-governo Magyar Idok che parla invece apertamente di una chiusura frutto della crisi economica nel Paese e che “sarebbe una violazione della libertà di stampa se dovessimo parlare delle decisioni di un editore”.

NEPSZABADSAG, L’ATTACCO DI GUY VERHOFSTADT

Il Nouvelle Observateur spiega come i redattori abbiano creato su Facebook in risposta all’account ufficiale del giornale una nuova pagina, Népszabi Szerkesztőség, già seguita da oltre 47.000 persone. La situazione ha portato ad una mobilitazione ad ampio respiro non solo in Ungheria. Guy Verhofstadt, a capo dell’ALDE, Alleanza liberal democratica per l’Europa, su Facebook attacca la chiusura del quotidiano Nepszabadsag indicandola come conseguenza della politica antiliberale di Viktor Orban rimarcando come queste politiche siano contrarie allo spirito europeo e che se l’Ungheria del 2004 fosse stata così non sarebbe mai entrata nell’Unione. Intanto Nepszabadsag ha chiuso.

 

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Maghdi Abo Abia. Questo è il suo nuovo esperimento editoriale dopo i cinque anni passati alla redazione di Giornalettismo. Ultimometro è un sito di sport, cultura, notizie dal mondo e dal web con uno sguardo alla notizia e non al click facile. Per contattarlo scrivete a Ultimometronews@gmail.com

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