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Steven Gerrard

Steven Gerrard ha lasciato il calcio. Anche gli eroi si arrendono

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Steven Gerrard ha lasciato il calcio giocato. Il centrocampista inglese ha deciso di dire basta dopo una stagione ai Los Angeles Galaxy, l’unica sua decisione sbagliata della carriera. L’unica. Dopo una vita passata con la maglia del Liverpool che poteva, anzi doveva, essere l’unica sua casa. Del resto lui è l’unico dopo Bill Shankly ad avere vissuto la causa reds come se fosse un pezzo del suo corpo. Chissà, forse si è accorto dell’errore. E a 36 anni ha detto basta.

STEVEN GERRARD E L’OSSESSIONE PREMIER LEAGUE

Steven Gerrard è uno dei pochi ad avere vinto ogni competizione a disposizione del suo club. O meglio. Quasi tutte. L’unico trionfo assente in una bacheca che conta una Coppa Uefa e una Champions League, vinta in finale contro il Milan in quella incredibile finale a Istanbul nel 2005 è quello della Premier League. Il campionato inglese. La competizione per lui più attesa. Il desiderio di vederlo vincere con la maglia del Liverpool contro gli artisti più odiati. No, certamente non l’Everton. Quella è un’altra storia. Parliamo di Manchester United, Arsenal, Chelsea. Quelli sono i nemici. No, neanche il Manchester City, più una raccolta di figurine che altro.

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STEVEN GERRARD, DA UN 3-3 A UN 3-3

Eppure quella raccolta di figurine ha dato a Steven Gerrard la più grande delusione della sua carriera. Era il 2014, un anno che si poteva concludere con il primo trionfo del Liverpool in campionato dopo 24 anni dall’ultimo successo. Luis Suarez era la stella di quella squadra, accompagnata da Daniel Sturridge e Raheem Sterling, due giovanotti terribili che potevano contare sulla presenza morale del loro capitano. Dopo aver liquidato l’Arsenal il Liverpool riuscì a imporsi nello scontro diretto contro un Manchester City in decisa risalita con il risultato di 3-2. Sembrava fatta. Steven Gerrard con uno svarione in difesa regalò la vittoria nel turno successivo al Chelsea. Fu l’inizio della fine. La squadra crollò a pezzi. L’ultima sfida contro il Crystal Palace finì 3-3 e sancì la fine di ogni sogno di gloria del Liverpool.

L’INCUBO PREMIER LEAGUE

Steven Gerrard perse così il trionfo per lui più importante. Cadendo in ciò che gli permise di vincere la Champions League contro il Milan nel 2004-2005. La finale di Istanbul entrò di diritto nei libri di storia del calcio. Il Milan diede vita a un primo tempo scintillante finito 3-0. Mentre nello spogliatoio i rossoneri festeggiavano, i Reds si ricompattarono grazie al centrocampista di allora 25 anni. I primi sei minuti della ripresa furono qualcosa di eccezionale. 3-3. Dudek salvò i suoi nel recupero e ai rigori vinse il Liverpool. Corsi e ricorsi storici. Da un 3-3 a un altro 3-3. Nel segno di Steven Gerrard. Ma se in Europa vinse, in Patria non riuscì nel suo intento. Fu l’emozione a tradirlo. A chiudere un’epoca.

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STEVEN GERRARD? NON SOLO TECNICA SOPRAFFINA MA SOPRATUTTO CUORE E CORAGGIO

Potremmo parlarvi della tecnica sopraffina del giocatore nato a Whiston il 30 maggio 1980, del suo temperamento che gli permise di diventare capitano del Liverpool a 23 anni, della sua posizione atipica, un interno di centrocampo capace di giocare come mezz’ala o trequartista, della potenza di tiro con entrambi i piedi, per la capacità di leggere e dettare i tempi della manovra. Perfetto nei tiri dalla lunga distanza e nei ripiegamenti in difesa, era il classico centrocampista tutto fare. L’uomo capace di risollevare una squadra da solo. Capace d’infondere coraggio nei compagni. In grado di cambiare una partita con una parola. Steven Gerrard ha avuto un solo difetto nella sua carriera sportiva. Ha amato troppo Liverpool.

GENEROSO ALL’ESTREMO, UN NUMERO 8 DESTINATO A RIMANERE NELLA STORIA

In Europa ha difeso la sua bandiera. In patria non c’è riuscito. Colpa della pressione. L’errore col Chelsea avrebbe abbattuto un toro. Non lui che si trovò a consolare un Luis Suarez in lacrime dopo il 3-3 col Crystal Palace. Eppure sapeva che se la squadra perse la Premier League fu anche per colpa sua, così generoso da essere pronto anche all’errore fatale per la sua squadra. Tutto per amore del Liverpool. Avrebbe dovuto lasciare un anno fa. Se ne va con un anno di ritardo. Grazie Steven Gerrard, di tutto.

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