Black Friday. E dopo Halloween l’Italia importa il secondo evento dagli Stati Uniti. Una mossa, anche questa, evidentemente commerciale il cui scopo è quello di provare a muovere i consumi. La speranza? Fare “fatturato”, vendere, muovere i consumi. In Italia la data, al di là della moda del periodo, non potrà mai funzionare. Perché? Semplice, manca l’attore principale di questa festa, il denaro.
BLACK FRIDAY, STORIA DEL VENERDÌ NERO
Cosa significa “Black Friday”? Letteralmente la locuzione viene tradotta con “Venerdì nero”. La leggenda vuole che negli Stati Uniti con questo termine si indichi l’annotazione sui libri contabili dei commercianti. Il nero nel gergo del mercato statunitense indica il fatturato mentre il rosso significa “perdita”. Il Black Friday non sarebbe quindi altro che il giorno deputato a colorare di nero i libri contabili. Un giorno pieno di guadagni, di fatturato. Perché da questo giorno si iniziano le vendite che culmineranno con l’avvento del Natale. Per molti il “Black Friday” è l’occasione per sperare di arrivare in utile alla fine dell’anno.
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BLACK FRIDAY, A 24 ORE DAL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO
Il Black Friday è una ricorrenza che cade strategicamente 24 ore dopo il Giorno del Ringraziamento. Grandi e piccini dopo l’abbuffata a base di tacchino e torta di mirtilli ricevono denaro in regalo. Quale occasione migliore per i potenziali clienti se non spenderlo? E il modo migliore per incentivare l’azione è quello di proporre prezzi eccezionali. Talmente eccezionali da poter essere proposti solo in un giorno dell’anno. L’obiettivo? Spendere. Muovere il mercato. Generare economia. Svuotare i magazzini.
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BLACK FRIDAY, UN TERMOMETRO DELL’ECONOMIA USA
Ciò significa che il Black Friday non è un giorno festivo. O meglio, è un giorno feriale in cui il mercato fa di tutto per alimentare un clima di festa incentivando la naturale propensione all’acquisto dei consumatori. L’andamento di questa specifica giornata consente a Wall Street di analizzare i flussi di vendita. Gli analisti finanziari allo stesso modo valutano la salute economica del Paese e la fiducia dei consumatori. Il combinato di questi fattori porta ad avere numeri straordinari per un semplice giorno lavorativo, numeri capaci anche di aggiustare i conti a livello macroeconomico.
BLACK FRIDAY, IN UN GIORNO NEGLI USA SPESI 57,4 MILIARDI DI DOLLARI
Il Black Friday negli Stati Uniti nel 2013 ha portato a una spesa complessiva di 57,4 miliardi di dollari da parte di 80.000.000 di persone, pari a un terzo della popolazione complessiva. E per quanto riguarda l’Italia? Nel nostro Paese al momento non esistono valutazioni affidabili sugli effetti del black friday. Nel 2016, a differenza del passato, si è investito molto in questo appuntamento senza però tenere conto della base culturale e sociale che risiede dietro questo evento. Gli italiani non hanno un gettito extra di denaro da spendere frutto di una festività. Natale è tra 30 giorni. I saldi arriveranno l’8 gennaio. Tecnicamente è una ricetta che nel nostro Paese non funziona.
BLACK FRIDAY, IN ITALIA? UN’ASTUTA RICORRENZA FRUTTO DEL VILLAGGIO GLOBALE
L’obiettivo evidente è quello di sfruttare il traino dato dal Villaggio Globale per dare autorevolezza a un’usanza importata e figlia di una cultura e di una società diversa da quella italiana. In rete abbondano annunci di offerte da parte sopratutto di grandi catene che possono permettersi di ammortizzare un giorno di promozioni straordinarie. Alberga tuttavia il dubbio circa la qualità o la reale necessità di ciò che potrà, o verrà, acquistato. La Stampa definisce il Black Friday “materialistica festività consumistica” che fa leva, come detto, sulla naturale propensione all’acquisto del consumatore che tende ad accumulare oggetti di cui magari non ha necessità nell’immediato ma che vengono acquistati grazie a offerte vantaggiose.
Un’astuta ricorrenza, quindi. Come San Valentino.
(Photocredit copertina Tumisu – Pixabay)



