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Champions League

Champions League, un torneo da salvare prima che sia troppo tardi

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La Champions League è a un bivio e la Uefa deve intervenire prima che sia troppo tardi. La riforma della competizione, prevista a partire dal 2018/2019, rischia di essere un semplice pannicello incapace di risolvere il problema. Il divario tra le squadre è ormai troppo alto con il rischio di una grave perdita di credibilità per tutta la Uefa a causa della presenza asfissiante di sponsor, fondi d’investimento, soldi e politiche che hanno scavato un solco tra le prime della classe ed il resto del mondo.

CHAMPIONS LEAGUE, LA NUOVA FORMULA VOLUTA DA MICHEL PLATINI

La Champions League è cambiata, probabilmente in peggio, al momento dell’introduzione del nuovo format voluto dall’ex Presidente dell’Uefa Michel Platini. A partire dalla stagione 2009/2010 la formula di qualificazione ha previsto l’iscrizione automatica ai gruppi di 22 squadre: i Campioni d’Europa, le prime tre classificate dei primi tre campionati, le prime due delle nazioni dal quarto al sesto posto nel ranking, i campioni delle Federazioni dal settimo al dodicesimo posto. I restanti 10 posti vengono assegnati attraverso quattro turni preliminari ad eliminazione diretta in turni di andata-ritorno.

CHAMPIONS LEAGUE, IL SISTEMA DI QUALIFICAZIONE

Di questi, cinque sono riservati alle squadre vincitrici di campionati nazionali minori, obbligate ad affrontare almeno due turni di qualificazione. Le squadre vincitrici di federazioni dal sedicesimo posto in giù devono giocare un terzo turno preliminare mentre le ultime sei federazioni devono affrontare un quarto turno preliminare. Cinque squadre invece sono quelle piazzate peggio nei quindici migliori campionati. In questo caso si svolgono due turni preliminari, dal cui primo sono esclusi i club delle cinque migliori nazionali.

CHAMPIONS LEAGUE, LE 10 QUALIFICATE DALLE ELIMINATORIE NELLA STAGIONE 2016/2017

Insomma, la Champions League così studiata è molto complessa. Se aggiungiamo il fatto che le quindici migliori eliminate in questi turni finiscono in Europa League il quadro è completo. Allora? I turni di qualificazione hanno portato all’ingresso nel girone delle seguenti 10 squadre: Ludogorets, Celtic Glasgow, Fc Copenhagen, Legia Varsavia, Dinamo Zagabria, Manchester City, Porto, Rostov, Borussia Monchengladbach, Monaco. A questo punto sono state inserite nelle varie urne in base al proprio coefficiente. Di queste solo Porto e Manchester City sono state inserite in seconda fascia mentre il Borussia Monchengladbach è finito in terza. Le altre? In quarta.

IL CITY PASSEGGIA SUL BORUSSIA M’GLADBACH

Se il Monaco ha dominato a Wembley contro il Tottenham arrivato secondo nella scorsa Premier League vincendo 1-2, il Borussia Monchengladbach è stato preso a pallonate dal Manchester City che ha vinto con un comodo 4-0. Un risultato importante, specie se consideriamo che i tedeschi nell’ultimo turno preliminare avevano fatto 9 gol tra andata e ritorno agli svizzeri dello Young Boys con un aggregato finale di 2-9. I Citizens certo non sono stati da meno visto che anche loro, nell’ultimo turno, hanno dato in 180 minuti sei gol alla Steaua Bucarest, senza subirne.

LA BRUTTA FINE DEL CELTIC GLASGOW

Il Ludogorets si è ben difeso a casa dei campioni svizzeri del Basilea, un 1-1 tutto sommato soddisfacente. Il loro è però l’unico sorriso della truppa dei piccoli. Il Celtic Glasgow, sconfitto nel primo turno eliminatorio dai Lincoln Red Impacts, campioni di Gibilterra (!) per 1-0 e poi vincitore nell’ultimo turno contro gli israeliani dell’Hapoel Beer Sheva con un aggregato tra andata e ritorno di 5-4, ha preso 7 gol (sette) in casa del Barcellona. Non è andata meglio al Rostov, tornato a casa da Monaco di Baviera con un rotondo 5-0.

LEGIA VARSAVIA, FESTA & UMILIAZIONE

Pensiamo anche al Legia Varsavia. Il ritorno in Champions League è stato festeggiato dai tifosi con una coreografia straordinaria. Il campo però ha sentenziato un 0-6 a favore del Borussia Dortmund che non ha ammesso repliche. Nel modo più assoluto. Da buon ultima la Dinamo Zagabria che torna a Lione dopo aver perso in casa con i francesi 1-7 nella stagione 2011-2012. Allora si parlò di possibile combine. Invece il 3-0 secco con cui i transaplini hanno liquidato i croati al primo turno di questa manifestazione rappresenta una differenza chiara e tangibile tra le forze in campo.

IN ATTESA DI UN CAMBIAMENTO

Allora? Cosa vogliamo farne di questa Champions League? In sole 4 partite si sono visti 21 gol fatti e zero subiti. Questo dovrebbe essere il meglio del calcio europeo? Ovviamente si spera di no. Appare evidente però che la formula attuale non funzioni più con indubbi problemi in termini di sponsorizzazioni, appeal e valore del marchio. Non a caso le parti sono intervenute con una nuova formula a partire dal 2018/2019 con una formula che prevede quattro squadre per i primi quattro campionati, una nuova metodologia di calcolo di coefficienti ed una diversa distribuzione dei ricavi.

Perché a oggi non è più Champions League. Si sa chi potrebbe vincerla e gli altri fanno da sparring partner. Come un torneo parrocchiale.

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