La Padania compie 20 anni. Il 15 settembre 1996 Umberto Bossi da Venezia dichiarò l’indipendenza dell’Italia della Padania. Parliamo di uno Stato nello Stato che secondo le intenzioni dei promotori avrebbe dovuto includere al suo interno Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria per un territorio di 160.098 chilometri quadrati pari al 53,39 per cento dell’estensione italiana. Un qualcosa quindi ben più grande di ciò che richiamava, ovvero la Pianura Padana. Un qualcosa che nel corso degli anni non ha mai trovato la minima legittimazione, almeno dal punto di vista ufficiale.
PADANIA, LA DICHIARAZIONE DI UMBERTO BOSSI
La dichiarazione d’indipendenza della Padania venne letta da Umberto Bossi nel corso di un comizio tenutosi a Venezia. Il senatùr richiamò la presenza di un’assemblea costituente e sancì la nascita della Repubblica Federale della Padania “indipendente e sovrana” che si sarebbe autodeterminata attraverso un referendum. L’obiettivo, assolutamente ambizioso, secondo i promotori era quello di unire persone riconducibili ad un unico popolo padano che hanno partecipato al risorgimento contro la propria volontà.
PADANIA, IL REFERENDUM E LA NASCITA
Il referendum per l’indipendenza della Padania si tenne il 25 maggio 1997 e vide una vittoria del si pari al 97 per cento su 4.833.863 votanti. L’unica a riconoscere questa consultazione fu la Lega dei Ticinesi mentre diverse procure aprirono inchieste con l’accusa di attentato all’Unità dello Stato, procedimenti tutti archiviati. Evidentemente la dichiarazione di secessione non portò ad una divisione della Padania dall’Italia ma contribuì a far nascere una serie di organi rappresentativi della “nazione padana” come la Nazionale di calcio, le “Camicie verdi”, Telepadania, il quotidiano La Padania, Radio Padania Libera. Esiste anche una bandiera, il “Sole delle Alpi” e un inno, il “Va Pensiero” di Giuseppe Verdi.
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I PRIMI GUAI, LE CHIUSURE E LE PERQUSIZIONI
Telepadania chiuse nel 2014, La Padania disse addio nello stesso anno. La Nazionale non è riconosciuta da alcuno. e “camicie verdi”, una forma di guardia nazionale, dopo 20 anni di procedimenti giudiziari ottennero il “non luogo a procedere” dopo essere state accusate di aver promosso, costituito, organizzato e diretto un’organizzazione militare. Senato e Camera avevano già portato al proscioglimento dei vertici della Lega eletti in Parlamento in quanto l’associazione venne equiparata ad un servizio d’ordine simile a quelli istituiti per le manifestazioni. Ci furono poi le irruzioni, le perquisizioni, i sequestri di materiale.
IL SOGNO ACCANTONATO
Nel 1997 vennero organizzate le prime e uniche elezioni per il parlamento padano. Tra i candidati eletti ci fu Matteo Salvini alla guida dei “comunisti padani”. 20 anni dopo l’attuale segretario sembra abbia abbandonato l’idea di una Padania libera nonostante esista ancora il “Parlamento” con sede a Sarego, in provincia di Vicenza, presieduto da Roberto Calderoli.
20 ANNI DA FESTEGGIARE IN SILENZIO?
La Padania ha 20 anni, quindi. Eppure sembra che nessuno voglia festeggiarne il compleanno. La sua nascita ha rappresentato un punto importante nella storia di questo Paese ma nei fatti andava già ai tempi contestualizzata nella forma di una provocazione fine a sé stessa. Qualcuno ci ha creduto, altri meno ed oggi è importante, comunque, celebrare un evento importante nella vita della Seconda Repubblica.
(Photocredit copertina Fabio Visconti – Wikipedia)



