Fertility Day, il momento si avvicina. Giovedì 22 settembre si celebra la giornata italiana dedicata all’informazione ed alla formazione sulla fertilità umana. L’obiettivo è quello di aumentare le conoscenze sulla propria salute riproduttiva specialmente tra i giovani fornendo allo stesso tempo strumenti utili alla tutela della fertilità attraverso la prevenzione. E se questo doveva essere l’obiettivo, sicuramente qualcosa è andato storto dal punto di vista della comunicazione. Basta vedere la copertina dell’opuscolo dedicato al Fertility Day.
FERTILITY DAY: BIANCHI E SORRIDENTI CONTRO NERI E ABBRUTTITI
Il messaggio sembra chiaro. I giovani hanno la possibilità di scegliere. O belli e felici o abbruttiti e preda delle droghe. La cosa di per sé potrebbe anche starci se non preoccupasse la scelta iconografica da parte dei curatori della campagna. Si perché nel primo caso si ritraggono due coppie bianche felici e sorridenti mentre sotto compare un ragazzo di colore ed un altro con i capelli afro. Non solo. Da un lato ci sono le buone abitudini da promuovere, dall’altro i “compagni”, parola maliziosamente messa tra virgolette, da abbandonare.
IL SECONDO AUTOGOL COMUNICATIVO DOPO LA VICENDA DELLA CLESSIDRA?
Quindi ad una visione superficiale sembra che se sei bello, felice, bianco allora vai bene. Se sei di colore e “compagno” allora hai un problema. Un pensiero particolare va al ragazzo impegnato a fumare un “bong”, messo lì in primo piano in una foto dallo sfondo giallino ed inquietante. Un messaggio brutto che ha avuto l’effetto di far arrabbiare, nuovamente, l’opinione pubblica dopo la vicenda della clessidra, la pubblicità usata per promuovere il Fertility Day e ritenuta inopportuna da una larga fetta della popolazione che si chiedeva come è possibile in tempi di crisi anche solo immaginar di mettere al mondo un figlio.
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LA SCELTA DI UNA CAMPAGNA PRIVA DI IMMAGINI
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in quell’occasione si difese dicendo che l’obiettivo era solo quello di fare informazione. Sarà ma casualmente dopo le polemiche la campagna di comunicazione è cambiata radicalmente tanto da ridurre il messaggio promozionale ad un “parliamo di salute” sicuramente più morigerato e più utile alla causa. Evidentemente qualcosa era sfuggito e la copertina dell’opuscolo diffuso dal dicastero guidato da Beatrice Lorenzin lo dimostra.
UN CONFRONTO NON DEGNO DELL’ARGOMENTO
Il fertility day doveva rappresentare un’occasione per migliorare la consapevolezza dei giovani sui rischi di una vita sregolata in relazione alla propria fertilità ma qualcosa è andato storto. Da buon ultimo, mancava giusto un confronto che sa di eugenetica: bianchi e belli contro neri, “compagni” abbruttiti e drogati. Eugenetica poi figlia del caso perché basta una rapida ricerca in rete per capire come i “protagonisti” del Fertility Day siano persone inconsapevoli.
I RAGAZZI BIANCHI? UN MEME. I RAGAZZI NERI? UNA FOTO STOCK DA 9 EURO
Anzi, le due coppie felici sono protagoniste di un meme: “All my friends are in relationship“. Quindi il Ministero della Salute usa un meme in copertina. Per la seconda immagine, fortunatamente, l’origine è un po’ più chiara ed edificante. Si tratta di una foto stock offerta da Getty Images che riprende dei ragazzi, per lo più afro, impegnati a drogarsi. Canne, bong, cocaina. Tale foto è acquistabile al prezzo di 9 euro. Che poi, se vogliamo, il messaggio è fuorviante anche perché nell’opuscolo è spiegato come non siano molti gli studi che pongono delle relazioni tra droga e fertilità.
LA SCELTA SPECIFICA DELLE DROGHE E I CONTENUTI DEGLI STUDI
Nell’opuscolo del Fertility Day si spiega che gli effetti della droga sulla fertilità sono da definire, sia per quanto riguarda la marijuana sia per quanto concerne la cocaina. Situazione molto diversa invece per gli obesi, i fumatori ed i bevitori. Appare alquanto curiosa la volontà quindi di rappresentare come negativa un’abitudine che, per quanto sicuramente non salutare, ha degli effetti meno chiari e conclamati di altre che vengono trattate nell’opuscolo ma che non sono state poste in copertina.
FERTILITY DAY, UN’OCCASIONE SPRECATA
Il Fertility Day si avvicina quindi al giorno fatidico senza che si affronti l’argomento sia per colpa di una campagna di comunicazione non all’altezza sia per via di una scelta iconografica a dir poco infelice. Con buona pace degli argomenti che meritavano una maggiore e migliore attenzione.



