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La Grecia dice no a Gucci e a 56 milioni di euro: “Niente sfilate al Partenone”

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La Grecia dice no a Gucci. La casa di moda aveva offerto 56 milioni di euro per 900 secondi di sfilata all’Acropoli di Atene. Il governo ha detto no. Perché l’Acropoli non è in vendita e non può essere usata per scopi commerciali. Gucci ha smentito di aver parlato di soldi ma secondo notizie provenienti dalla Grecia l’offerta sarebbe stata ben strutturata ed economicamente interessante. Nonostante la crisi economica la Commissione Archeologica della Grecia ha rifiutato l’offerta economica da parte della casa italiana.

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GRECIA, NO ALLA SFILATA DI GUCCI ALL’ACROPOLI DI ATENE

A quanto pare Gucci aveva offerto un milione di euro per l’affitto della “roccia sacra” per una sfilata di 900 secondi, 15 minuti. Altri 55 milioni sarebbero serviti per garantire i diritti di ripresa e di promozione del “girato” della sfilata in tutto il mondo. A questi soldi andavano aggiunti due milioni di euro versati nell’arco di cinque anni per garantire il restauro dell’Acropoli. Il Kas, la commissione archeologica del Paese, ha spiegato che il no è dovuto sopratutto alla paura che il Partenone possa diventare in futuro un set o una scenografia per grandi gruppi che potrebbero trasformare in un set uno dei simboli culturali dell’umanità.

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(Photocredit copertina Di Harrieta171 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=594036)

SFILATA ALL’ACROPOLI, GUCCI NEGA LE CIFRE EMERSE SULLA STAMPA ELLENICA

A quanto pare Gucci avrebbe rifiutato location alternative offerte dalle autorità greche. In passato sull’Acropoli ci sono state manifestazioni come nel 1951 quando servì da location per una sfilata di Christian Dior. Questa volta, però, le Cariatidi non si toccano. I giornali locali parlano di rispetto della storia e della tradizione di un Paese che nonostante la crisi non accetta di essere svenduto al primo offerente. Gucci dal canto suo sottolinea di non aver mai parlato ufficialmente di cifre.

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GRECIA, GUCCI E LA SFILATA ALL’ACROPOLI, IL MINISTRO: “EVENTO NON COERENTE”

La posizione greca è stata confermata dal Ministro della Cultura, Maria Andreadaki – Vlazaki, che ha ricordato come il Paese sia preda della Crisi ma che allo stesso tempo non è disposto a scambi di alcun genere:

Il Partenone è il logo dall’Unesco. Il nostro Paese è in una situazione finanziaria difficile ma questo non significa che possiamo concedere il simbolo dell’agenzia per l’Educazione, la Scienza e la Cultura per una sfilata di moda, un evento non coerente con il carattere della zona. Siamo aperti a sponsorizzazioni finalizzate alla conservazione ed alla valorizzazione dei nostri monumenti. Esistono già programmi europei sponsorizzati da altre agenzie.

(Photocredit copertina Di Harrieta171 – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=594036)

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