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Parma Calcio, la normalizzazione dopo il salvataggio da parte degli ex

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Parma Calcio. La prima rivoluzione post-fallimento è arrivata. La proprietà ha deciso di sollevare dal proprio incarico l’allenatore Luigi Apolloni insieme ai dirigenti Lorenzo Minotti e Andrea Galassi. Nevio Scala, Presidente del Consiglio d’Amministrazione, ha rassegnato le dimissioni in risposta alla decisione del club, dimissioni accettate. La squadra è stata affidata a Stefano Morrone, allenatore della formazione Berretti. Marco Ferretti, vice Presidente della società, ha spiegato che la decisione è frutto di una valutazione: “Il Parma doveva dare un segnale. Accettiamo l’impegno ma la proprietà si aspetta dei risultati e la voglia di ambire a certi traguardi. Valuteremo anche i giocatori. Non possiamo prescindere dai risultati, nel senso di un percorso tecnico”.

PARMA, L’ADDIO DEGLI EX: “DOBBIAMO RAGGIUNGERE CERTI OBIETTIVI”

Il Parma ha deciso di voltare pagina e di abbandonare il progetto di ricostruzione con le vecchie glorie. Marco Ferretti è stato chiaro: “La nostra valutazione è frutto di cinque mesi di lavoro. Non ci accontentiamo di una vittoria o di una sconfitta. Vogliamo dei risultati a lungo termine. Dobbiamo provare a raggiungere i nostri obiettivi. Abbiamo messo in conto la permanenza in Serie C per un altro anno ma sappiamo che la Lega Pro non è economicamente sostenibile”. Insomma. Gli investitori che hanno raccolto il Parma dopo il fallimento non sono arrivati in Emilia per fare beneficenza. Loro vogliono salire il prima possibile anche per dare seguito agli investimenti compiuti. Investimenti che evidentemente non erano compatibili con le richieste fatte dai dirigenti allontanati e che non venivano esauditi da una guida tecnica ritenuta non all’altezza.

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PARMA, IL TERREMOTO FRUTTO DELLA SCONFITTA CONTRO IL PADOVA

Il Parma in questo momento è al settimo posto in classifica di Lega Pro girone A. La sconfitta per 1-4 in casa contro il Padova ha intimorito tifosi e proprietà e ha spinto l’attuale dirigenza a prendere una decisione netta che rappresenta anche una discontinuità con il passato. Meno sentimentalismo, più professionalità. Perché da un lato ci sono i sentimenti, dall’altro gli affari. La proprietà ha fretta di salire almeno in Serie B. E dopo la dirigenza sono pronti a saltare i giocatori che non sono in grado di soddisfare le aspettative della società che ha lanciato l’ultimatum: “vorremmo vedere l’attaccamento alla maglia già contro l’Ancona”. Insomma. La longa manu della dirigenza si è allungata sul Parma. Basta con il sentimentalismo, basta con i sorrisi, con i buoni sentimenti e con le storie da televisione. Risultati. Gioco. Vittorie. Impegno.

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PARMA, LA DELUSIONE DI APOLLONI, GALASSI, MINOTTI, SCALA: “CREDEVAMO IN UN PROGETTO DIVERSO”

A Parma si è chiusa una pagina importante. Un pezzo di storia è destinato a sparire per sempre. Le ultime tracce di un’epopea immensa firmata Calisto Tanzi sono svanite con l’ultimo colpo di spugna. Nevio Scala, Lorenzo Minotti, Andrea Galassi e Luigi Apolloni hanno affidato a una lettera la propria sorpresa per la decisione: “Siamo tuttavia sorpresi di questa decisione perché avevamo la certezza di un progetto che si nutriva di logiche differenti da quelle dei risultati, dei social e dell’apparire. Avevamo sposato l’idea e i valori di una società che aveva dichiarato e si era impegnata pubblicamente a interpretare il proprio ruolo per ‘un calcio diverso’, etico ed espressione della rinascita sportiva di una città, ma prendiamo atto di questo nuovo inaspettato atteggiamento“.

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PARMA, LA NORMALIZZAZIONE. GRAZIE AGLI EX MA BUSINESS IS BUSINESS

La risposta è stata chiara. Il calcio etico e diverso va ritrovato nella gestione aziendale, nei conti in ordine, in una società sana. Poi la proprietà ha il diritto e il dovere di chiedere il raggiungimento di determinati obiettivi. Evidentemente il tempo degli ex a Parma è finito. Ora si cambia pagina. Il momento della normalizzazione è arrivato. Via le vecchie glorie, dentro coloro che possono portare la società ad altri e ambiziosi traguardi. Il calcio romantico oggi ne esce con le ossa a pezzi. Non bastano i bei nomi o i ricordi per guardare al futuro. I freddi numeri sono lì a parlare. E a Parma è accaduto ciò che accade in ogni società, non ultima l’Inter. Via l’allenatore, occhi sui giocatori. Chi non rende salta. Con buona pace della riconoscenza o dell’impegno per la ricostruzione. (Photocredit copertina Wikipedia – Verdi 85)

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