La parodia dello lo spot per il si al Referendum Costituzionale creata da Zoro entra nella storia delle campagne referendarie italiane. “Se voti no non cambia nulla”. “Se voti no non cambia nulla”. “Se voti no non cambia nulla”. Ripetuto ogni volta, anche quando non serve. Se sei preso con un water otturato, se hai l’ascensore rotto, se non ti si accende il motorino. “Se voti no non cambia nulla”.
REFERENDUM COSTITUZIONALE, LO SPOT A FAVORE DEL SI
I sostenitori del Si al Referendum Costituzionale hanno proposto una pubblicità in cui si elencano per sommi capi i benefici dell’eventuale modifica. Burocrazia più snella, Parlamento più veloce, taglio ai costi della politica, riduzione delle poltrone. “Perché sennò non cambia nulla”. Questo il ritornello affidato a una signora anziana, ben vestita e ottimamente acconciata. Al di là di ogni singola valutazione circa il contenuto del quesito referendario la parodia di Zoro si inserisce perfettamente nel filone della satira, ovvero la messa in risalto fino allo scherno di costumi e atteggiamenti tipici di una parte degli uomini.
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REFERENDUM COSTITUZIONALE, LA PARODIA
Allora che succede? Non ti funziona la macchinetta del caffè? “Se voti no non cambia nulla”. Non dimentichi il tuo fidanzato? Hai la vasca sporca? Esatto. Qualsiasi cosa sia, se voti no non cambia nulla. Una frase perfetta specie se collegato al pensiero comune tra le fila del “si”, ovvero che la Riforma poteva essere scritta o strutturata meglio ma che comunque è molto meglio di niente. Perché se voti no, non cambia nulla.
IL CONFRONTO TRA LA PARODIA DE “LA CASA DELLE LIBERTÀ”
La parodia di Zoro della Riforma Costituzionale ricorda quelle datate 2001 e proposte dalla trasmissione “L’Ottavo Nano” con protagonisti gli elettori del centrodestra. Che fosse un cane impegnato a fare pipì dal balcone, il desidero di mangiare per terra, di fare i propri bisogni sul divano di casa, tutto si poteva fare perché la casa era “La Casa delle Libertà. Facciamo un po’ come…ci pare”. La satira non invecchia. Possono cambiare gli attori ma se poi i riferimenti sono sempre quelli forse è la politica che non ne vuole sapere di cambiare davvero.



