Hotel Rigopiano, perché non è stato evacuato? La Procura di Pescara vuole capire cosa è andato storto nella macchina dei soccorsi. Sopratutto servirà scoprire perché, nonostante l’allarme valanghe fosse stato emesso quattro giorni prima del disastro, nessuno avesse pensato ad evacuare il Rigopiano. L’indagine, per disastro e omicidio plurimo colposo, è chiamata a fare luce sulle eventuali omissioni in una vicenda che, a quanto pare, poteva essere evitata.
PERCHÉ NON HANNO EVACUATO IL RIGOPIANO?
Il 14 gennaio 2017 il servizio di monitoraggio Meteomont aveva innalzato il rischio valanghe nella zona a 4 su una scala da 1 a 5. Nonostante questo il Rigopiano, nato alla base di un canalone, non è stato evacuato. La triplice scossa di terremoto del 18 gennaio non ha fatto altro che peggiorare una situazione comunque critica. Inoltre nonostante l’allerta valanghe e con la nevicata copiosa che ha interessato per giorni l’area nessuno ha liberato la Strada Statale 42. Il Corriere della Sera riferisce che è obbligo del gestore mantenere la strada percorribile ma a quanto pare, almeno secondo le testimonianze provenienti dal Rigopiano, il 18 gennaio la Statale era bloccata dalla neve. E i clienti non hanno potuto abbandonare il resort. A questo punto è anche necessario verificare a chi spettava il compito di accertarsi che la strada fosse davvero pulita.
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RIGOPIANO, TELEFONATA ALLA PREFETTURA: LA TRASCRIZIONE
Per quanto riguarda l’e-mail inviata da Bruno Di Tommaso, direttore dell’Hotel Rigopiano, secondo gli inquirenti le comunicazioni non sono tutte rilevanti. Perché si cerca di capire per quale motivo non ci sia stata un’evacuazione preventiva della struttura. Certo però sarà importante capire anche se il ritardo nei soccorsi a seguito delle telefonate di Quintino Marcella si sia rivelato determinante. Repubblica riporta una trascrizione della telefonata tra l’uomo e la funzionaria della Prefettura di Pescara che ribadiva come non fosse crollato l’hotel Rigopiano ma che questo destino fosse riservato “alla stalla di Martinelli, quello delle pecore”. Si tratta di un allevatore con una stalla da 300 pecore, rimaste incastrate sotto la struttura dopo il sisma.
Marcella: “Mi sente?”
Funzionaria: “Sì che la sento”.
M: “Sono Marcella di cognome, Quintino di nome. Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp cinque minuti fa, l’albergo di Rigopiano è crollato, non c’è più niente… Lui sta lì con la moglie, i bimbi piccoli… intervenite, andate lassù”.
F: “Questa storia gira da stamattina. I vigili del fuoco hanno fatto le verifiche a Rigopiano, è crollata la stalla di Martinelli”.
M: “No, no! Il mio cuoco mi ha contattato su WhatsApp 5 minuti fa, ha i bimbi là sotto… sta piangendo, è in macchina… lui è uno serio, per favore”.
F: “Senta, non ce l’ha il suo numero? Mi lasci il numero di telefono (…). Ma è da stamattina che circola questa storia, ci risulta che solo la stalla è crollata. Che le devo dire?”.F: “Come si chiama quel cuoco?”.
M: “Giampiero Parete. È quello della pizzeria, è il figlio di Gino…”.
F: “Sì, lo conosco benissimo il figlio di Gino, conosco lui, conosco la mamma. È da stamattina che gira ‘sta cosa. Il 118 mi conferma che hanno parlato col direttore due ore fa, mi confermano che non è crollato niente, stanno tutti bene”.
M: “Ma come è possibile?”.
F: “La mamma dell’imbecille è sempre incinta. Il telefonino… si vede che gliel’hanno preso…”.
M: “Ma col numero suo?”.
F: “Sì”.F: “Due ore fa, le confermo, al 118 hanno parlato con l’hotel. Non le dico una bugia! Ma se fosse crollato tutto, pensa che che rimarremmo qua?”
M: “Si metta in contatto col direttore…”.
F: “Non so se si rende conto della situazione… Abbiamo gente in strada, gente con la dialisi, anziani. E io per lei… Provi lei a mettersi in contatto con il direttore. Non è scortesia. Arrivederci”.
RIGOPIANO, LE VITTIME SALGONO A 14
Intanto continua il lavoro delle squadre di soccorso alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Il bilancio però si sta aggravando. Al momento sono stati recuperati 14 corpi mentre i dispersi sono 15.



