Un sito di sport, cultura, notizie dalla rete e dal mondo

Aids

L’Aids non è mai scomparso. Non dimenticatelo

in Cultura Da

Aids, come ogni primo dicembre si celebra la giornata mondiale di sensibilizzazione di una malattia tremenda. La peste del 21esimo secolo, ultimo stadio di un’infezione ad opera di un virus tanto debole quanto letale, l’Hiv. Si è detto molto dei pericoli dati da un contagio facile che può avvenire generalmente attraverso rapporti sessuali non protetti con persone infette o attraverso l’uso di siringhe contaminate. E se negli anni ’80 la malattia era considerata un marchio da drogati ed eroinomani, con il passare degli anni l’Aids è diventata una piaga sociale che colpisce omosessuali ed eterosessuali che pagano con la vita comportamenti ben lontani dal concetto di prevenzione.

AIDS, UNA MINACCIA PER IL FUTURO

L’Aids è una minaccia purtroppo ancora molto presente nella società umana. Secondo l’Unicef è lecito aspettarsi un aumento dei nuovi casi di Hiv del 60 per cento entro il 2030. A oggi, sempre secondo l’associazione, si stima che vi sia un nuovo contagio ogni due minuti. Il rischio vero è che entro 2030 si possa arrivare a 400.000 contagi ogni anno con una crescita esponenziale rispetto ai 250.000 del 2015. Questi numeri riguardano i rischi di contagio in tutto il mondo. A dimostrazione di come l’Aids sia una piaga planetaria. Nel 2015 sono morti a causa della malattia 41.000 ragazzi dall’età compresa tra 10 e 19 anni. Di Aids quindi si muore ancora, anche se in misura minore rispetto al passato.

via GIPHY

AIDS, I NUMERI IN CALO E L’AUMENTO DEI FARMACI ANTIRETROVIRALI

La Lila, Lega Italiana per la lotta contro l’Aids, ha riportato le risultanze del report UNAIDS per il World Aids Day 2014. Secondo Michel Sidibè, Direttore Esecutivo dell’associazione, il lavoro di prevenzione sta iniziando a produrre i propri frutti ma il lavoro è ancora lungo da compiersi. La percentuale globale delle infezioni e dei decessi per l’Hiv sono diminuiti passando dai 2,3 milioni del 2005 agli 1,6 milioni del 2012. Le persone malate di Aids in tutto il mondo nel 2011 erano 5 milioni mentre oggi sono 2,3 milioni. L’accesso ai farmaci antiretrovirali è aumentato sopratutto per le popolazioni appartenenti alle fasce deboli della popolazione. Nonostante questo, al 2015 le persone sieropositive, ovvero che hanno il proprio organismo il virus dell’Hiv, sono 34 milioni.

AIDS, IN ITALIA UN SIEROPOSITIVO SU SEI NON SA DI ESSERLO

In Italia l’Aids rappresenta, ancora, una terribile minaccia. Tutta colpa della scarsa prevenzione e dell’attitudine da parte della popolazione a sottoporsi agli screening solo quando ormai è troppo tardi. Nel nostro Paese un individuo sieropositivo su 6 non sa di esserlo. L’Italia è al tredicesimo posto in Europa per le nuove diagnosi da Hiv: 3.444 nel 2015, un numero in calo rispetto ai 3.850 del 2014, ai 3.845 del 2013 e i 4.183 del 2012. L’età media di coloro che scoprono la propria patologia è di 39 anni per gli uomini e di 36 per le donne. La principale causa di contagio è rappresentata dai rapporti sessuali non protetti. Il dato è pari all’85,5 per cento di tutte le segnalazioni. Il picco d’incidenza invece si ha nella fascia d’età compresa tra 25 e 29 anni per un valore di 15,4 ogni 100.000 residenti.

AIDS, DISPONIBILE IN ITALIA IL TEST PER L’AUTODIAGNOSI

Appare evidente quindi la necessità di far capire alle giovani generazioni quelli che sono i pericoli, gravissimi, dati da comportamenti non consoni che pongono i ragazzi a rischio contagio. In Italia dal primo dicembre 2016 è disponibile il test per l’autodiagnosi dell’infezione da Hiv. L’Italia è il secondo Paese in Europa dopo la Francia a permettere l’esame a domicilio. Il test, dal costo di 20 euro, può essere acquistato senza ricetta da tutti i maggiorenni. Disponibile in 2800 farmacie del territorio nazionale, sarà utile per far emergere il rischio sommerso dato dal pudore e dalla vergogna di scoprire di essere sieropositivi magari dopo un consulto, anche anonimo, in un consultorio.

AIDS, LA VICENDA DI VALENTINO T. CI INSEGNA CHE MOLTO DEVE ESSERE ANCORA FATTO

La speranza è che questo possa permettere a molte persone di prendere il coraggio a due mani e scoprire una volta per sempre se si è stati contagiati o meno. La vicenda di Valentino T., il probabile uuntore che secondo l’accusa avrebbe contagiato 33 donne con il virus dell’Hiv attraverso rapporti sessuali occasionali non protetti, insegna che molto bisogna fare sulla strada della prevenzione. Non solo. Il timore vero è legato al fatto che ciò che stato prodotto negli anni ’90 anche attraverso violente campagne pubblicitarie sia andato perso, o quasi. Manca una cultura della prevenzione. La faciloneria dei rapporti umani ha fatto il resto. Ogni regola di buonsenso è stata sostituita da un’insensata voglia di piacere. La giustizia farà il suo corso ma la vita di 33 donne è stata distrutta per sempre solo perché non hanno seguito ciò che i protocolli sanitari prevedono da decenni.

E finché ognuno di noi, in tutto il mondo, non deciderà di proteggere sé stesso prima degli anni, lanceremo ogni anno l’allarme Aids con il rischio che questo sia destinato a crescere. (Photocredit copertina Torange.biz)

Tags:

Micia Gattai, al debutto su www.Ultimometro.it, parlerà di internet, animali e notizie curiose dal mondo del web. Non la vedrete spesso ma ogni volta che farà la sua comparsa potrà stupirvi con il suo stile graffiante.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Vai al Top