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Dario Fo

Dario Fo, le frasi più belle e significative del Premio Nobel

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Dario Fo, le frasi più belle e significative del Premio Nobel per la letteratura morto a Milano il 13 ottobre 2016 all’età di 90 anni. Con lui non se ne va solo un uomo dalla cultura sconfinata. Con Dario Fo ci lascia un pezzo importante della storia moderna d’Italia. Artista poliedrico nato come autore radiofonico per la Rai e divenuto soggettista per il cinema, trovò la sua casa artistica nel teatro. Negli ultimi anni della sua vita si scoprì pittore, con un buon successo.

DARIO FO, IL MISTERO BUFFO DI UNA VITA DA FILM

 

Il “giullare” che si fa beffe del potere, arruolato tra i paracadutisti della Repubblica di Salò diventato poi militante di sinistra fino a trasformarsi nella bandiera culturale del Movimento 5 Stelle, ha sempre coniugato arte, attivismo militante e politica. Nel 2006 arrivò secondo dietro Bruno Ferrante alle Primarie del centrosinistra a Milano, ultimo atto di una vicinanza alla sinistra che svanì con la nascita del Movimento 5 Stelle. La vita di Dario Fo è stata grandiosa, tanto da ricordare “Big Fish” di Tim Burton. Una vita da ripercorrere attraverso le sue frasi più celebri, un percorso a tappe nella storia politica e culturale d’Italia. Una testimonianza che resterà più forte di ogni polemica.

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DARIO FO FRASI CELEBRI

 

  • Io repubblichino? Non l’ho mai negato. Sono nato nel ’26. Nel ’43 avevo 17 anni. Fin a quando ho potuto ho fatto il renitente. Poi è arrivato il bando di morte. O mi presentavo o fuggivo in Svizzera.
  • Gli autori negano che io sia un autore. Gli attori negano che io sia un attore. Gli autori dicono: tu sei un attore che fa l’autore. Gli attori dicono: tu sei un autore che fa l’attore. Nessuno mi vuole nella sua categoria. Mi tollerano solo gli scenografi
  • Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere
  • L’uomo senza idee, come diceva Voltaire, è un imbecille
  • Se siete in crisi, vi sbattete in ginocchio e pregate il Signore, i santi e la Madonna che vi vengano a tirar fuori. Noi atei, al contrario, non ci possiamo attaccare a nessun Santissimo. Per le nostre colpe dobbiamo rivolgerci solo alla nostra coscienza
  • Siamo costretti, dato che c’è la crisi, a immaginarci un pensiero nuovo, sia di politica sia di economia, un pensiero
  • La risata, il divertimento liberatorio sta proprio nello scoprire che il contrario sta in piedi meglio del luogo comune. Anzi, è più vero, o almeno, più credibile.
  • Il riso è sacro. Quando un bambino fa la prima risata è una festa. Mio padre, prima dell’arrivo del nazismo, aveva capito che buttava male; perché, spiegava, quando un popolo non sa più ridere diventa pericoloso.
  • Ho toccato con mano cos’è la politica quando ero in corsa a sindaco di Milano e ho visto furbestreria, corruzione, inciuci. Quello che fa paura è che i politici non hanno nessun programma, per questo sono incapaci di andare incontro ai bisogni della gente. Non dobbiamo permettere ai politici di agire senza controllo, e visto che non ci danno gli spazi per esercitare questo controllo, dobbiamo prenderceli, come ha fatto Beppe.
  • In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po’ le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa.

(Photocredit copertina Di Gorupdebesanez – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31061838)

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Maghdi Abo Abia. Questo è il suo nuovo esperimento editoriale dopo i cinque anni passati alla redazione di Giornalettismo. Ultimometro è un sito di sport, cultura, notizie dal mondo e dal web con uno sguardo alla notizia e non al click facile. Per contattarlo scrivete a Ultimometronews@gmail.com

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