Dario Fo e i quadri, un rapporto nuovo tra il Premio Nobel e la pittura, nato negli anni del teatro e sfociato in una mostra tenutasi a Milano nel 2012 dal titolo “Lazzi e Sberleffi”. Palazzo Reale aprì le porte a Dario Fo e ai suoi quadri, 400 opere che hanno contribuito a ripercorrere la storia dell’autore e drammaturgo dai primi materiali di scena creati con Franca Rame fino ad arrivare alle “tele” personali.
DARIO FO QUADRI E ARTE
Dario Fo quadri risalenti ai primi anni di carriera passando per collage e arazzi fino ad arrivare ai dipinti acrilici. La mostra, nata per celebrare gli 86 anni dell’artista, ospitò anche oggetti di scena, maschere, marionette e burattini. Trovarono spazio anche disegni, schizzi, bozzetti di costumi, fondali, locandine. Dario Fo nei suoi quadri ha voluto mostrare quelle che sono state le influenze pittoriche vissute nel corso della sua carriera, da Giotto a Rossini passando per Michelangelo.
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DARIO FO QUADRI E SATIRA
Dario Fo con i suoi quadri non ha voluto solamente omaggiare gli artisti del passato o celebrare la propria carriera teatrale. No. L’artista, come confermato in conferenza stampa all’epoca, volle dedicare i suoi lavori alla satira contemporanea. L’Accademia di Svezia insignì l’attore e autori del Nobel per la letteratura nel 1997 “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”. Il Premio Nobel nei suoi quadri usò la stessa chiave di lettura. Sfruttando colori vivaci e forme armoniose diede il suo sguardo tagliente sul mondo, sulla società italiana e sulla politica, senza limitarsi.
DARIO FO: “DISEGNO PRIMA DI SCRIVERE”
L’artista parlava così dei suoi quadri: “Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista. I miei lavori teatrali spesso nascono come immagini. Disegno prima di scrivere. Mi sono abituato piano piano a immaginare le commedie, i monologhi in un contesto visivo, e solo in seguito in quello del recitato. Inoltre, disegnare ha per me una preziosa, decisiva funzione di stimolo creativo. Se mi capita di essere ‘smontato’ è proprio disegnando che mi vengono le idee”. Idee visibili nelle sue tele, acquistabili attraverso il sito dell’artista e che rappresentano la sua vera eredità.



