Esselunga continuerà a vivere nel nome della famiglia Caprotti. Il “dottore” è stato chiaro nella sua volontà testamentaria: toccherà alla moglie Giuliana Albera Caprotti e alla figlia di secondo letto Marina Sylvia Caprotti portare avanti i destini della Supermarkets Italiani, la holding che controlla Esselunga. Ai figli di primo letto, Giuseppe e Violetta, spetta la cosiddetta “legittima”. Esselunga resta quindi in “casa” con Bernardo Caprotti che ha mantenuto fede alle sue posizioni.
ESSELUNGA, IL TESTAMENTO DI BERNARDO CAPROTTI
Bernardo Caprotti ha donato alla moglie e alla figlia il 66,7 per cento della holding Supermarkets Italiani che controlla Esselunga. Ai figli di primo letto spetta il 16,65 per cento a testa previsto dalla legge. Violetta e Giuseppe hanno inoltre ottenuto il 22,5 per cento a testa della Villata, la società che controlla parte del patrimonio immobiliare di Esselunga. Giuliana e Marina hanno ottenuto il restante 55 per cento mantenendo il pieno controllo anche di questa entità. Marina ha il 22,5 per cento, Giuliana il 32,5.
BERNARDO CAPROTTI LASCIA ALLA SEGRETARIA IL 50 PER CENTO DEL SUO DENARO
Bernardo Caprotti ha pensato anche ai nipoti. Per loro niente quote in Esselunga ma soldi, parte dei risparmi della vita dell’imprenditore. Il 50 per cento dei beni vanno ai cinque ragazzi, i tre figli di Giuseppe Caprotti e i due figli del fratello del Dottore, Claudio. Il fondatore di Esselunga ha riservato la restante metà del suo patrimonio personale alla fidata segretaria, Germana Chiodi. La collezione artistica di Caprotti è stata invece donata al Pac di Milano, eccezion fatta per un Manet donato al Louvre di Parigi con l’impegno di esporlo.
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GIOVANNI CAPROTTI: “FAREMO DI TUTTO PER SALVAGUARDARE ESSELUNGA”
La Supermarkets Italiani intanto ha bloccato il processo di vendita di Esselunga iniziato con il fondatore ancora in vita e contestualmente ha nominato Piergaetano Marchetti come Presidente del CdA, una sorta di figura a garanzia dell’azienda con il compito di mantenere un contatto tra le due famiglie Caprotti. Famiglie che sembrano aver trovato un equilibrio nel rispetto di ciò che sono state le volontà di Bernardo Caprotti. Il figlio Giovanni, una volta uscito dall’ufficio del notaio che ha aperto il testamento si è limitato a un “faremo di tutto per salvaguardare il Gruppo”.
OBIETTIVO TUTELARE L’ECCELLENZA
Esselunga andrà quindi avanti mantenendo l’attuale equilibrio. Carlo Salza dovrebbe essere confermato nel ruolo di Amministratore Delegato, incarico ricoperto da 16 anni con l’avvallo e il sostegno di Bernardo Caprotti. Marina e Giuliana saranno le nuove azioniste di maggioranza mentre Violetta e Giuseppe con tutta probabilità saranno coinvolti nel Gruppo per mantenere la pax aziendale. Del resto Esselunga è una realtà da 7,3 miliardi di euro di fatturato annuo con 22.000 dipendenti. Ogni membro della famiglia è chiamato a proseguire il lavoro del fondatore per proteggere affari e posti di lavoro. L’intenzione c’è e questo è già un primo passo importante.
BERNARDO CAPROTTI: “ESSELUNGA MAI UNA COOP”
Bernardo Caprotti nelle sue volontà testamentarie ha specificato a chiare lettere che Esselunga non dovrà mai finire alle Coop. Allo stesso tempo il fondatore ha specificato alla famiglia la necessità di vendere l’azienda di famiglia per permetterle di mantenere un ruolo importante nella realtà della grande distribuzione: «quando i pessimi tempi italiani fossero migliorati, una collocazione internazionale: Ahold sarebbe ideale, Mercadona no». Ahold è un gruppo olandese presente in tutto il mondo mentre Mercadona è il corrispettivo spagnolo di Esselunga. Quindi per il fondatore è meglio rivolgersi al mercato estero perché rimanendo in Italia.
“DESTINO LE PARTECIPAZIONI DOPO ANNI DI BATTAGLIE LEGALI E PUBBLICHE MALEDICENZE DA PARTE DI VIOLETTA E GIUSEPPE”
Secondo Bernardo Caprotti la famiglia deve trovare una soluzione sia per tutelare un gruppo da 7,3 miliardi di euro di fatturato e 22 mila dipendenti sia la forma stessa dell’azienda. Recita Caprotti nel suo testamento: «L’azienda è diventata attrattiva. Però è a rischio. È troppo pesante condurla, pesantissimo possederla. Attenzione: privata, italiana, soggetta ad attacchi, può diventare coop». Nelle 15 pagine redatte quando era ancora in vita il patron di Esselunga ha anche spiegato il perché della donazione a favore della moglie e della terza figlia revocando le disposizioni testamentarie del 2012:
Il disegno di ripartizione e continuità familiare e di business che con tanta sofferenza avevo già costruito 16 anni fa è definitivamente naufragato. Ora, dopo anni di battaglie legali e di pubbliche maldicenze da parte di Violetta e Giuseppe, destino le partecipazioni nelle due aziende che ho creato e che mi appartengono in modo da dare tranquillità e continuità alle imprese, salvaguardando i diritti»
Esselunga si avvia così verso il suo futuro guidata ancora da Bernardo Caprotti, almeno nello spirito.
(Photocredit copertina Di I, Cristian1989, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=24787141)



