Il reddito di cittadinanza entra nel dibattito politico in Francia a poche settimane dalle elezioni presidenziali 2017. Il Paese si trova a discutere sulla possibilità di dare un mensile garantito a tutti i suoi abitanti ritenendola l’unica soluzione concreta nonché l’unica offerta da parte dei candidati alla Presidenza nei confronti dei cittadini. Questi rispondono positivamente alla proposta o, quantomeno, dimostrano un interesse tangibile alla possibilità di avere un reddito minimo garantito.
REDDITO DI CITTADINANZA IN FRANCIA, LA PROPOSTA
Le elezioni presidenziali in Francia 2017, spiega Liberation, sono quindi destinate a diventare quelle del “Reddito di cittadinanza”, definito in francese “revenu universel d’existence“. Questo è l’argomento che consentirebbe alla sinistra di tornare in auge dopo la presidenza di François Hollande, un quinquennio tanto problematico da spingere l’inquilino dell’Eliseo a non ricandidarsi per un secondo mandato. La sconfitta di Manuel Valls alle Primarie ha rappresentato una posizione netta da parte dell’elettorato che vuole una maggiore discontinuità nella gauche. La proposta di Benoit Hamon, candidato socialista, appunto il reddito di cittadinanza, riporta la sinistra francese a quella dimensione di giustizia sociale attribuitagli dalla Storia.
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REDDITO DI CITTADINANZA: FAVOREVOLI E CONTRARI
L’idea del reddito di cittadinanza non piace solo alla sinistra. Anche gli altri candidati alle elezioni presidenziali in Francia appaiono interessati dalla proposta. Marine Le Pen ha dichiarato di volerci riflettere anche se al momento non ha preso una chiara posizione in merito. François Fillon pensa a unire i vari aiuti sociali attualmente disponibili in Francia in un unico “assegno” di circa 850 euro al mese, posizione simile a quella di Manuel Valls. Previsto un solo vincolo, non dev’essere universale. Unico apertamente contrario è Emmanuel Macron secondo cui in Francia il reddito di cittadinanza esiste già, ovvero il sussidio sociale: “Si chiama RSA. Se potessimo moltiplicarlo per due lo avremmo già fatto“.
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REDDITO DI CITTADINANZA IN FINLANDIA, IL TEST: 560 EURO AL MESE
Il reddito di cittadinanza in Francia si prepara quindi a diventare argomento di campagna elettorale nelle Elezioni 2017. Probabilmente chiunque sarà il prossimo inquilino dell’Eliseo sarà destinato a mettere da parte tale provvedimento nonostante i dibattiti e gli studi sulla sua fattibilità. Appare evidente però che in Europa si inizi a pensare chiaramente all’idea sponsorizzata nel nostro Paese dal Movimento 5 Stelle. In Finlandia, paese di quasi cinque milioni e mezzo di abitanti, è partita lo scorso primo gennaio una sperimentazione particolare. 2000 persone disoccupate estratte a sorte riceveranno un reddito base di 560 euro al mese. Il pagamento continuerà anche quando troveranno un lavoro. Il progetto, della durata di due anni, punta ad aumentare l’occupazione. Perché i disoccupati finlandesi sono restii ad accettare lavori a basso salario o a tempo determinato pur di non perdere gli ammortizzatori sociali del Paese.
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REDDITO DI CITTADINANZA IN EUROPA: IL DIBATTITO
Il reddito medio in Finlandia è di 3.500 euro al mese ma 213.000 persone sono senza lavoro. Si parla dell’8 per cento della popolazione. Nel 2019 si valuteranno i benefici di questo provvedimento e si capirà se il reddito di cittadinanza è sostenibile. Il fatto che se ne parli anche in Francia dimostra che l’idea non va più confinata a un delirio di piazza ma dev’essere considerata come una proposta concreta in grado di stravolgere il sistema produttivo così come lo conosciamo. L’aumento della disoccupazione, la diminuzione del reddito medio pro capite e l’allungamento della vita hanno messo a dura prova il sistema produttivo europeo, anche italiano. Servono soluzioni concrete e sostenibili a lungo termine. Magari non sarà il reddito di cittadinanza. Il fatto però che se ne parli in Francia alla vigilia delle Elezioni 2017 dimostra che l’argomento è importante e va considerato.

