La Toro Rosso compie 200 Gran Premi in Formula 1. La seconda squadra di Formula 1 oltre la Ferrari, le uniche due non anglosassoni, difende con orgoglio il nostro Paese nonostante sia nata nel 2006 come costola della Red Bull. L’intenzione di Dietrich Mateschitz, patron delle lattine e del suo consigliere motoristico Helmut Marko era quella di avere un team destinato ai migliori piloti del programma giovani Red Bull. La Toro Rosso ha fatto però di più diventando una squadra con una propria dignità tanto da arrivare a vincere una gara, a Monza nel 2008 con Sebastian Vettel.
TORO ROSSO, DALLA MINARDI AI GIORNI NOSTRI
La Toro Rosso non è altro che un’evoluzione della Minardi, la squadra che ha difeso i colori italiani dal 1985 al 2005 venduta a causa delle difficoltà economiche di un gruppo incapace di reggere l’evoluzione di questo sport che iniziava a conoscere l’ingresso dei costruttori e di sponsor con capitali ben più cospicui rispetto a quelli disponibili per la compagine italiana. Red Bull capì le potenzialità della squadra ed acquistò tutto, compresa la factory di Faenza, tutt’ora il cuore pulsante della Toro Rosso.
TORO ROSSO, DA FAENZA VERSO IL RESTO DEL MONDO
Anzi, nonostante le squadre di Formula 1 siano concentrate nell’area intorno a Silverstone, la Toro Rosso ha scelto di rimanere in Italia dapprima rinnovando la sede di Faenza e successivamente creandone una nuova, sempre nella città romagnola, dove sono stati trasferiti i reparti produzione e comunicazione. Un investimento importante nel territorio a riprova della volontà di innovare e di creare, nonostante si stia parlando “solo” di Formula 1.
TORO ROSSO ED I LEGAMI CON BICESTER
Toro Rosso ha anche una sede a Bicester, in Inghilterra, dove ha sede la galleria del vento. La squadra, anche a smentire le voci che negli scorsi anni volevano un trasferimento in blocco in Regno Unito, sottolinea come il reparto lavori in sinergia con Faenza dove hanno sede magazzini, banchi prova, logistica, amministrazione, fluidodinamica, ricerca, sviluppo, progettazione. Insomma. Il cuore è in Italia. Non male, in tempi di innovazione e ricerca di talenti.
VOLETE LAVORARE IN FORMULA 1? CHIEDETE A LORO
A proposito, Toro Rosso è anche la porta giusta per coloro che sognano in futuro di lavorare in Formula 1. La squadra cerca regolarmente persone interessanti il cui profilo può tornare utile per l’azienda. Ad oggi lavorano per Toro Rosso 250 persone. Di queste la metà sono italiane, il 30 per cento inglesi ed il restante 20 per cento proveniente da varie parti nel mondo. L’unica difficoltà secondo Otello Valenti, capo delle risorse umane e degli affari legali di Toro Rosso? Trovare una sistemazione a Faenza per i nuovi arrivi.
DAL DEBUTTO ALLA VITTORIA DI MONZA NEL 2008
Parlando di tecnica, nella sua prima stagione in Formula 1 Toro Rosso usò delle Red Bull della stagione precedente rivista dall’ingegnere Gabriele Tredozzi con motore Cosworth depotenziato. Con il passare degli anni le vetture della scuderia di Faenza sono diventate sempre più raffinate tanto da superare nel 2008 con la STR 3, disegnata da Adrian Newey, la “caposquadra” Red Bull e trovando la vittoria a Monza con Sebastian Vettel che colse anche la pole position. A rendere straordinario quel weekend fu anche il quarto posto in qualifica di Sebastien Bourdais.
JAMES KEY, IL NUOVO ADRIAN NEWEY
Da quell’anno la Toro Rosso sotto la guida di Franz Tost ha trovato la sua dimensione intorno al sesto posto nella classifica costruttori continuando la propria crescita tanto da poter contare oggi nel ruolo di capo-progettista su James Key, arrivato nel 2012 al posto di Giorgio Ascanelli e padre delle ultime vetture. James Key, definito dagli addetti ai lavori “il nuovo Adrian Newey” è stato blindato da Franz Tost alla Toro Rosso. Lo stesso ingegnere in una recente intervista ha auspicato una diversa ripartizione delle risorse per migliorare nell’ambito dello sviluppo e della ricerca.
200 GRAN PREMI A SINGAPORE, AUGURI!
Questa è la Toro Rosso, una squadra nata non per vincere ma per rappresentare la fucina piloti Red Bull ma che in questi 10 anni ha mostrato capacità straordinarie. A Singapore correrà il duecentesimo Gran Premio della sua storia e visto il suo essere equipaggiata con il motore Ferrari 2015 difficilmente avrà altre occasioni per mettersi in mostra o raccogliere punti. Daniil Kyvat e Carlos Sainz, gli attuali piloti, sono chiamati ad un gran lavoro ma certo sarebbe bello per la piccola realtà faentina, spesso dimenticata dalle istituzioni e dall’industria italiana, cogliere un risultato meritato che faccia ricordare al pubblico come nella Formula 1, in Italia, non esista solo la Ferrari.
