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Bangladesh, il fiume di sangue per la festa musulmana

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Il Bangladesh è finito nel mirino dell’opinione pubblica internazionale dopo la diffusione delle fotografie scattate lo scorso 12 settembre per le strade della capitale Dacca. In tali scatti si è potuto vedere un fiume di sangue attraversare le arterie principali della città. Sangue dovuti ai sacrifici animali compiuti dai fedeli in occasione della festa dell’Eid Al-Kbir, celebrata quest’anno dai musulmani il 12 settembre. Diciamolo subito, c’è stato un problema nell’organizzazione e quanto accaduto è frutto del caso, o di una colpevole manchevolezza.

BANGLADESH, IL RITO DELL’EID AL-KBIR

L’Eid Al-Kbir, celebrato anche in Bangladesh, è conosciuto anche come “festa del sacrificio”, richiama il sacrificio compiuto da Abramo che uccise un agnello su indicazione di Dio dopo aver dimostrato di essere pronto ad uccidere il proprio figlio per esaudire la volontà del Padre. Il rito prevede l’uccisione tramite sgozzamento di un animale, in genere un ovino o un caprino. A quel punto l’animale viene macellato e diviso in tre parti: una per la famiglia, una per i poveri che non possono acquistare carne ed una viene conservata.

 

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QUALCOSA NON HA FUNZIONATO COME AVREBBE DOVUTO

In Bangladesh questo rito è seguito ma è anche oggetto di controlli da parte delle autorità che forniscono spazi adeguati dove poter compiere l’atto. Tuttavia sembra che questa volta qualcosa sia andato storto e che il sangue degli animali sia defluito dalle zone deputate allo sgozzamento incontrando i rivoli d’acqua formati dalle piogge torrentizie che stanno colpendo il Bangladesh in questi giorni. Risultato? Fiumi di sangue misto ad acqua che hanno sconvolto l’opinione pubblica mondiale.

 

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Maghdi Abo Abia. Questo è il suo nuovo esperimento editoriale dopo Giornalettismo. Un sito di sport, cultura, notizie dal mondo e dal web con uno sguardo alla notizia e non al click facile.

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