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Ibernazione e crioconservazione: una bufala o una speranza per il futuro?

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Ibernazione e crioconservazione. La speranza, da malati, di poter vedere il proprio corpo ibernato appena il cuore cessa di battere e dormire per decenni. Ed essere svegliati una volta che la scienza medica è riuscita a trovare una cura al male che porta il paziente a un passo dalla morte. Un sogno per alcuni, una bufala per altri. Un’importante suggestione in medicina. Una suggestione non corroborata dai fatti, purtroppo. Perché se è vero che ibernazione e crioconservazione rappresentano una speranza, è altrettanto pacifico ricordare che al momento è pressoché impossibile provvedere al risveglio del “surgelato”. Non solo. Le stesse società che si occupano di questa pratica ammettono che il paziente rimarrà immerso nell’azoto liquido a -196 gradi per almeno “50 o 100 anni”.

IBERNAZIONE, UNA QUATTORDICENNE CONGELATA PER DECISIONE DEL GIUDICE

L’ibernazione e la crioconservazione sono tornate d’attualità dopo che in Regno Unito un giudice ha autorizzato la madre di una quattordicenne malata terminale di cancro a sottoporre la figlia a questa pratica. Il padre si è opposto chiedendo che la piccola venisse seppellita una volta morta. La speranza è quella che in futuro la ragazza possa essere risvegliata e guarita con nuove cure. Il processo seguito è particolare e non adatto a persone impressionabili. Una volta che viene stabilita la morte legale di un paziente, questi viene immerso in un bagno di ghiaccio per abbassarne la temperatura corporea. L’obiettivo, anche attraverso la somministrazione di medicinali, è quello di rallentare il metabolismo affinché non si deteriorino le cellule. Nelle vene vengono iniettati eparina e crioprotettore allo scopo di rendere il sangue vetrificato.

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IBERNAZIONE, COME FUNZIONA

Questo processo è fondamentale nel cammino verso l’ibernazione. Il sangue ibernato distruggerebbe le arterie con i cristalli e sarebbe impossibile scioglierlo correttamente. Allora viene iniettata una sostanza comunque tossica ma che viene ritenuta meno pericolosa del ghiaccio nel corpo. Prima del trattamento il sangue viene fatto circolare con una macchina per la perfusione. A questo punto il corpo viene sottoposto alla pratica d’ibernazione a -196 gradi. Il paziente viene chiuso in un’apposita cisterna verticale, il Tewar, dove può rimanere per anni. O secoli. A questo punto tocca alla scienza. I crionisti, questo è il termine con cui vengono indicati coloro che sperano in futuro di tornare a vivere a seguito dell’ibernazione, confidano la loro speranza nei medici del domani. La loro speranza, riporta l’Ansa, sta nel fatto che così come 50 anni fa non esisteva la rianimazione polmonare, oggi non si può parlare di morte perché si cerca solo di bloccare il deterioramento dell’organismo.

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IBERNAZIONE, LA SPERANZA DEI “CRIONISTI”

Uno degli istituti specializzati nella politica di ibernazione e crioconservazione è il Cryonics Institute in Michigan, negli Stati Uniti. Il sito non sembra molto rassicurante, almeno in coloro che non credono nella crioconservazione e non possono definirsi “crionisti”. “Unitevi ai vostri cari”. “Guardate il futuro”. “Vivete la vostra giovinezza”. “Vivete più a lungo”. “Conservate i vostri organi”. “Cercate una cura nel domani”. L’importante, spiega l’azienda, è intervenire tempestivamente per aumentare la possibilità di poter sopravvivere all’ibernazione. Questo è il timore di Giovanni Ranzo che nel 2012 ha accompagnato al Cryonics Institute il suo amico Aldo Fusciardi, 72 anni, primo italiano ad essere ibernato dopo il suo decesso per infarto: “La salma di Aldo ha raggiunto il Cryonics Institute dopo quattro giorni. Un tempo troppo lungo che rischia di aver compromesso lo stato conservativo del suo corpo“.

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IBERNAZIONE QUANTO COSTA

Indubbiamente l’ibernazione e la crioconservazione per la Cryonics Institute ha un costo. Immergere un paziente in una soluzione di azoto liquido e conservane il corpo costa 28.000 dollari. Si può scegliere di pagare in contanti o sotto forma di un’assicurazione sulla vita a beneficio dell’istituto. Tale assicurazione costa al paziente 30 dollari al mese. A questi soldi vanno aggiunto il trasporto e il processo di raffreddamento del corpo una volta deceduto il paziente. I clienti possono, potenzialmente, sottoscrivere una membership a 1250 dollari. In alternativa si può pagare una quota di iscrizione di 75 dollari seguita da una tassa annuale di 120 dollari. Coloro che vivono al di fuori degli Stati Uniti dovranno pagare le spese necessarie per il trasferimento del corpo in Michigan. La Cryonics permette anche di ibernare i propri animali domestici come cani, gatti e uccellini a partire da 5.800 dollari.

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IBERNAZIONE, I LIMITI DELLA NATURA

L’ibernazione e la crioconservazione sono fenomeni sicuramente suggestivi. Tuttavia i crionisti così come la Cryonics Institute dovrebbero tenere conto di un principio inalienabile della scienza. La cosiddetta “entropia”. Il corpo umano scambia massa ed energia con l’esterno. Questo processo non è reversibile. Il corpo quindi non ringiovanisce. Non si allunga la vita in senso stretto. A livello teorico si rallenta l’invecchiamento e permette il “viaggio nel tempo”, ovvero la vita in epoche successive, un po’ come accade a Fry in Futurama. Inoltre l’iniezione del crioprotettore, una specie d’antigelo, s’impone per prevenire la formazione di ghiaccio nel sistema cardiocircolatorio. Altrimenti la carne andrebbe in putrefazione. La vetrificazione previene questo problema. Il sogno di vedere il proprio corpo ricostruito grazie alla nuova scienza in epoche future si scontra poi con la degenerazione naturale degli embrioni a cinque anni dal loro congelamento a -197 gradi. Non si sa perché accade ma si sospetta che il freddo possa distruggere le catene del Dna delle singole cellule.

I PROBLEMI ALLE CELLULE, I CRISTALLI E LE ROTTURE IMPERCETTIBILI DEL CORPO

Si presuppone quindi che in futuro per risvegliarsi dallo stato di ibernazione e crioconservazione sia necessario un lungo intervento di ricostruzione molecolare. Prima però bisognerebbe scongelare il corpo vetrificato. E qui entra in gioco un altro problema. Non si è mai provato a riportare in vita un corpo ibernato. Lo ha ammesso anche la stessa Cryonics Institute. Perché? I corpi sono di persone legalmente morte e non avrebbe senso scongelarle sapendo che il loro stato non potrebbe essere cambiato. E in un certo senso non c’è fretta di scoprire cosa accade alle cellule vittima di piccoli fenomeni di cristallizzazione. Anche perché al momento non esiste una tecnica che permetta di scongelare un uomo in modo uniforme e repentino. Ci vorranno decenni prima di arrivare alla nascita di una tecnica affidabile. E se esistesse sarebbe importante tenere d’occhio le rotture superficiali del corpo causate dalla tensione dei diversi tessuti. Tali danni sono registrati da microfoni che monitorano le rotture in modo da monitorare cosa ci sia da riparare al momento del risveglio, anche a livello nervoso.

IBERNAZIONE, LA STORIA DI JAMES BEDFORD

Infine. L’ibernazione e la crioconservazione vivono grazie alla speranza che in futuro ci possano essere innovazioni scientifiche e tecnologiche che permettano ai pazienti congelati di tornare a vivere. Allo stesso modo sempre la scienza si muove scoprendo cose sempre nuove. Prendiamo ad esempio la questione delle rotture superficiali o le fratturazioni del sistema nervoso. Probabilmente queste si sono verificate in pazienti ibernati decine di anni fa ma la scienza non era a conoscenza di questi problemi. Come sarà possibile risvegliarli? Sopratutto, a livello logico, vale la pena immaginare una vita futura in un mondo che non appartiene all’individuo? Questo potrebbe essere il dilemma di James Bedford, il primo uomo ibernato nella storia, nel 1967. Morto per le conseguenze di un cancro ai reni, nella sua vita si è perso il Vietnam, la Guerra Fredda, la caduta del Muro di Berlino e decine di altri avvenimenti.

JAMES BEDFORD CONDANNATO PER SEMPRE

Un paziente ibernato si troverebbe fuori dal suo mondo, dai suoi affetti, dai suoi amici. Le città che aveva conosciuto saranno trasformate. Si troverebbe per la prima volta a bordo di un aereo di nuova generazione, di un treno ad alta velocità. Quello che mangiava non si troverebbe più, o quasi. Le sue marche sarebbero svanite. I suoi passatempi cancellati. La sua azienda chiusa. Si creerebbe un paradosso. Un uomo fuori dall’umanità. Con implicazioni etiche sconvolgenti. Ma questo, purtroppo per James Bedford, non sembra essere un rischio che può correre. Dalle analsi è emerso che l’uomo è stato ibernato dopo che gli è stato iniettato del Dimetilsolfossido, un solvente utile per la rimozione delle vernici o per il lavaggio nell’industria elettronica.

LA SPERANZA, LA BUFALA E LA PAURA DELLA MORTE

Usato come agente di crioprotezione, è emerso che oggi il suo utilizzo porti ad un’accorciamento della longevità cellulare. Non solo. James Bedford non venne sottoposto a nessun processo di vetrificazione. Oggi il suo corpo si trova alla Alcor Life Extension Foundation a Scottsdale, Arizona. Per questo ibernazione e crioconservazione a oggi sembrano suggestioni non suffragate dai fatti. La scienza procede, questo è vero. Ma lo fa anche in relazione a coloro che sono già stati congelati. Si scopriranno cose sempre nuove che metteranno in discussione le scoperte precedenti. Si chiama Natura. E contro la Natura non si può fare nulla. Siamo destinati a un passaggio limitato su questa Terra e in questo Universo. Anche se si insegue la vita eterna. E poi tutto sommato chi vorrebbe vivere una scena del genere, in futuro? (Photocredit copertina http://futurama.wikia.com/wiki/Philip_J._Fry_I)

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